Comunicato stampa - 2 ottobre, 2009
Mentre il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, si trova a Copenaghen insieme a Lula, Zapatero e al Primo Ministro giapponese Hatoyama per sostenere la candidatura di Chicago ai prossimi Giochi Olimpici del 2016, gli attivisti di Greenpeace hanno aperto uno striscione in cima al campanile della chiesa di St. Nicholas con scritto “Right city, wrong date”. Due di questi climber sono italiani. Chiedono ai capi di Stato di partecipare alla Conferenza delle Nazioni Unite del prossimo dicembre, sempre a Copenaghen.
Gli attivisti di Greenpeace mandano un messaggio al Presidente Obama dal campanile della chiesa di St. Nicholas a Copenhagen.
Ventisei attivisti sono stati arrestati mentre cercavano di
aprire striscioni in altri punti di Copenaghen. "Si sono mossi in
quattro per sostenere una candidatura olimpica, vogliamo proprio
vedere in quanti verranno a Copenhagen a salvare il clima - afferma
Francesco Tedesco, responsabile Campagna energia e clima di
Greenpeace.- Questo spirito Olimpico di amicizia, solidarietà e
gioco di squadra è esattamente ciò di cui abbiamo bisogno al summit
di Copenaghen per salvare il clima"
Il prossimo dicembre si dovrà trovare un accordo per salvare il
Pianeta da cambiamenti climatici catastrofici. La presenza dei capi
di Stato a Copenaghen è fondamentale per raggiungere un accordo di
successo (1) e la vera domanda è se il Presidente Obama sarà in
grado di guidare i negoziati da leader verso impegni seri ed
efficaci.
"Se i capi di Stato non saranno in grado di raggiungere un
intesa a Copenaghen, l'umanità andrà incontro a migrazioni di
massa, estinzioni di specie animali e vegetali, perdita di interi
ecosistemi, aumento della fame nel mondo - ricorda Tedesco. - I
costi per l'economia saranno pari al 20 per cento del Pil mondiale:
senza un gioco di squadra, non ci sarà alcun vincitore, ma solo
perdenti".
Sempre oggi, attivisti di Greenpeace a bordo della nave Artic
Sunrise che da mesi naviga nelle acque dell'Oceano Artico, hanno
bloccato un carico di 70mila tonnellate di carbone proveniente da
miniere nelle Isole Svalbard, a 1400 Km dal Polo Nord. Gli
attivisti, travestiti da capi di Stato, hanno aperto un banner con
scritto "Il carbone scioglie l'Artico" per denunciare che lo
sconsiderato utilizzo di combustibili fossili sta portando a
un'accelerazione dei cambiamenti climatici: secondo le più recenti
previsioni scientifiche i ghiacci dell'Oceano Artico spariranno già
nelle estati del 2030.
Il carbone è la maggiore fonte di emissione di CO2 al mondo,
responsabile di oltre il 40 per cento delle emissioni complessive
da fonti fossili. Con il trend attuale le emissioni da carbone sono
destinate ad aumentare del 60 per cento al 2030, portando il
Pianeta "verso l'abisso", come ha affermato recentemente il
segretario dell'ONU Ban Ki Moon. Greenpeace chiede di avviare al
più presto una "Rivoluzione Energetica" per il rapido sviluppo di
tecnologie rinnovabili già oggi disponibili, mature, e in grado di
coprire l'88 per cento del fabbisogno energetico europeo al 2050
(2).
Notes: LINK:
(1) “Mandalo a Copenaghen”
http://www.greenpeace.org/italy/copenhagen/silvio-a-copenhagen
(2) Energy revolution Europa e Global
http://www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/rapporti/energia-pulita-europa