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Greenpeace promuove una cyberazione su REACH: ecco i volti degli europei per una chimica più pulita

Comunicato stampa - 10 novembre, 2005
Il 17 novembre, il Parlamento Europeo voterà REACH, la riforma della politica chimica europea. Greenpeace ha consegnato lo scorso 2 novembre al Ministro dell'Ambiente, Altero Matteoli, le oltre 20.000 cartoline di cittadini italiani che chiedono ai ministri di Ambiente, Attività Produttive e Salute un impegno a favore di una chimica verde.

Cyberazione organizzata da Greenpeace per consentire ai cittadini di tutta Europa di chiedere attraverso il sito www.chemicalreaction.org.uk un REACH forte che sia in grado di tutelare l'ambiente e la salute dei cittadini.

Ma non basta, su www.chemicalreaction.org.uk è stata lanciata una cyberazione da Greenpeace ed altre associazioni. I cittadini europei possono inviare la loro foto e prender parte alla galleria fotografica di persone che vogliono dire NO all'inquinamento da sostanze chimiche pericolose. Le foto saranno consegnate prima del voto ai deputati al Parlamento Europeo.

"In questi giorni le lobby industriali stanno facendo di tutto per ritardare ancora una volta l'iter legislativo ed indebolire il testo della proposta di legge. L'industria chimica vuole continuare ad utilizzare migliaia di composti senza informarci di quali effetti potrebbero avere sulla nostra salute e sull'ambiente in cui viviamo. Abbiamo promosso, insieme ad altre associazioni, una cyberazione per chiedere ai deputati italiani al Parlamento Europeo di votare una legge più rigorosa che ci protegga davvero dai composti chimici pericolosi" afferma Vittoria Polidori, responsabile campagna inquinamento di Greenpeace.

I risultati di uno studio sui vantaggi di REACH per la salute dei lavoratori, redatto dall'Università di Sheffield, per conto dell' ETUC (Confederazione europea delle associazioni sindacali) dimostra che REACH permetterebbe di evitare ogni anno 50mila casi di malattie respiratorie e 40mila casi di malattie della pelle derivanti dall'esposizione a sostanze chimiche pericolose sul luogo di lavoro in Europa.

A ciò si somma un risparmio medio totale di tre miliardi e mezzo di euro in dieci anni per i venticinque paesi dell'Unione e 90 miliardi in 30 anni, grazie alla riduzione della spesa sanitaria.

Questo risparmio avrebbe l'effetto di incrementare i fondi per la sanità pubblica, mentre i lavoratori beneficerebbero di un miglioramento delle condizioni di salute, e i datori di lavoro di tutti i settori eviterebbero perdite nella produttività dovute alle assenze per malattia. 

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