Comunicato stampa - 6 marzo, 2006
Si chiama José Donizetti Pires de Oliveira. Di professione fa il presidente dell'Associazione dei coltivatori diretti di Santarém, in Brasile. E' accusato dall'Ibama (Agenzia brasiliana per la protezione dell'ambiente) della distruzione di 1.645 ettari di foresta primaria. Il taglio illegale è avvenuto nella zona di Glebe Pacoval, nello stato del Parà, conosciuto per la ricca diversità biologica, ora sotto l'assalto dei coltivatori di soia e delle aziende del legno.
José Donizetti Pires de Oliveira, presidente dell'Associazione dei coltivatori diretti di Santarém, in Brasile, è accusato dall'Ibama della distruzione di 1.645 ettari di foresta primaria.
Attivisti di Greenpeace hanno occupato oggi l'area deforestata,
aprendo uno striscione di 2.500 metri quadri con il messaggio "100%
Forest crime". Erano presenti anche rappresentanti degli indios che
hanno simbolicamente piantato degli alberi nell'area. Secondo
l'Ibama, questo è il maggior caso di deforestazione registrato
negli ultimi sette anni. Doninzetti ha distrutto un'area grande
come 2.303 campi da calcio: nonostante sia stato sanzionato due
volte dall'Ibama, continua ad operare nell'area e il fatto che
intenda proseguire in questa direzione lo indica la costruzione
illegale di una strada che collega Santarém alla Transamazzonica,
attraverso la foresta tropicale.
"L'Amazzonia è un patrimonio dell'umanità. Ci sono voluti
migliaia di anni per far crescere questo polmone verde, ma una
volta distrutto è per sempre" sostiene Paulo Adario, coordinatore
di Greenpeace in Amazzonia. "Bisogna bloccare i criminali che
tagliano illegalmente e proteggere la foresta". Il tasso di
deforestazione annuo in Brasile è il più alto al mondo. Negli
ultimi tre anni più di 7 milioni di ettari di foresta amazzonica
sono stati trasformati in pascoli e campi di soia.
La deforestazione ha subito un'impennata da quando, tre anni fa,
la multinazionale statunitense Cargill ha annunciato che la regione
di Santarém è in grado di produrre fino a un milione di tonnellate
di soia, mettendo a coltura 300.000 ettari di terra. Da allora la
perdita di biodiversita' ed i conflitti sociali per il controllo
della terra sono all'ordine del giorno.
Notes: Foto in alta risoluzione disponibili.
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