L'EFSA ha liquidato la richiesta di ulteriori studi indipendenti sul mais Monsanto MON863, gia' approvato per la vendita in Europa e oggetto di una nuova analisi scientifica lo scorso marzo, che evidenziava gli impatti negativi sui topi alimentati con il MON863.
L'autorita' ha, infatti, liquidato la richiesta di ulteriori
studi indipendenti sul mais Monsanto MON863, gia' approvato per la
vendita in Europa e oggetto di una nuova analisi scientifica lo
scorso marzo (1), che evidenziava gli impatti negativi sui topi
alimentati con il MON863.
Gli autori dello studio avevano gia' avvertito che non tenere
conto dei segni di tossicita' per fegato e reni degli animali
coinvolti, evidenziati dallo studio, sarebbe risultato in un
pericolo per la salute umana e animale.
Il rifiuto dell'EFSA di riaprire la pratica sul MON863 alla luce
di questo studio e' coerente con il testardo rifiuto dell'Autorita'
di esaminare in maniera equilibrata e indipendente le richieste
di
autorizzazione dei prodotti geneticamente modificati; dalla sua
istituzione nel 2002, l'EFSA ha approvato ogni singola richiesta
per nuovi OGM. Basandosi unicamente sui dati presentati dalle
aziende biotech, non tenendo conto degli impatti a lungo termine
sulla salute e sull'ambiente, e ignorando ripetutamente le opinioni
scientifiche contrarie.
La tempistica di quest'annuncio e' chiara. Avendo atteso piu' di
tre mesi per emettere il suo parere, non e' certo una coincidenza
il fatto che l'EFSA abbia deciso di farlo oggi, lo stesso giorno
durante il quale i Ministri europei dell'ambiente devono
ridiscutere l'analisi del rischio
degli OGM e il caso del mais MON863. Un tentativo cosi' ovvio di
influenzare la decisione del Consiglio rende chiare le reali
motivazioni dell'EFSA, di fatto una delle agenzie dell'Unione
Europa. Almeno ora sara' chiaro a tutti che l'EFSA sta portando
avanti una campagna per
influenzare le decisioni dell'Unione Europea, promuovendo
rischiosi OGM a scapito di un pubblico inconsapevole.
Due settimane fa, Greenpeace ha annunciato i risultati di un
nuovo studio scientifico francese che mostrava analoghe minacce di
tossicita' relative ad un altro mais geneticamente modificato
Monsanto, l'NK603, di cui l'EFSA ha approvato, anche in questo
caso, la commercializzazione, salvo non aver mai approfondito
anomalie nei topi alimentati con questo mais.
Greenpeace non e' la sola a criticare l'EFSA per non aver reso
effettiva una legge europea mentre si trova a valutare i rischi
degli Ogm. Ad Aprile 2006, la Commissione europea ha rilasciato una
dichiarazione (2) per chiedere protocolli migliori per i test e una
maggiore ricerca sugli effetti a lungo termine degli Ogm. Anche il
Consiglio ha ripetutamente espresso preoccupazioni sull'operato
dell'EFSA. Le raccomandazioni dell'EFSA sugli Ogm non hanno mai
ottenuto il consenso formale dai due terzi richiesti della
maggioranza degli Stati Membri dell'Ue.
"Per questo motivo, Greenpeace sta invitando gli Stati Membri
dell'Ue e la Commissione europea a mettere in atto una seria
riforma dell'operato dell'EFSA per accertarsi che la legge Ue che
regola la valutazione dei rischi legati agli Ogm venga
correttamente applicata" dichiara Federica Ferrario, responsabile
campagna Ogm di Greenpeace. "Fino a quando la riforma non verra'
portata a termine, nessun nuovo Ogm dovrebbe essere autorizzato. La
Commissione dovrebbe anche ritirare le autorizzazioni gia'
assegnate agli altri prodotti geneticamente modificati, dato che
sono stati approvati secondo la stessa inadeguata procedura di
valutazione del rischio. E' ora che l'Ue metta il principio di
precauzione prima degli interessi di aziende biotech come la
Monsanto." aggiunge la Ferrario
I ministri dell'Ambiente dell'Ue oggi discuteranno la proposta
di effettuare ulteriori ricerche sul mais Monsanto MON863 e sulla
valutazione dei rischi degli Ogm.