Comunicato stampa - 30 ottobre, 2007
Questa mattina Greenpeace, insieme a una vasta coalizione italiana, ha manifestato di fronte alla sede dell'Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare), a Parma, per chiedere che l'Autority rispetti i regolamenti europei in tema Ogm. I volontari, che indossavano una maschera bianca segnata da una X nera, hanno esposto uno striscione con la scritta "No al cibo Ogm".
Attivisti di Greenpeace in azione all'EFSA
"L'Efsa non sta svolgendo il proprio compito- spiega Federica
Ferrario, responsabile campagna Ogm di Greenpeace - limitandosi a
leggere i dossier che le vengono trasmessi dalle multinazionali del
biotech, senza far eseguire studi indipendenti, neppure quando ci
sono chiari campanelli di allarme per problemi ambientali o rischi
legati alla sicurezza alimentare. Allo stato attuale ambiente e
cittadini europei non sono tutelati dalle problematiche legate agli
Ogm".
"Speriamo che gli Stati Membri chiariscano una volta per tutte
che ne hanno abbastanza della conformità incondizionata dell'Efsa-
continua Federica Ferrario- sostenuta dalla Commissione Ue, a
qualsiasi richiesta di introdurre un prodotto Ogm nel mercato
europeo. I consumatori, la maggioranza dei quali non vuole mangiare
Ogm, si aspettano che i politici mettano la loro salute, la loro
sicurezza alimentare e l'ambiente, prima degli interessi economici
di poche aziende biotech".
Per la terza volta dal 2005, durante il Consiglio Ambiente
odierno a Bruxelles, la Commissione europea ha tentato di ottenere
una maggioranza qualificata di Stati membri per annullare il bando
austriaco su due mais Ogm (MON810 e T25). Il divieto austriaco
riguarda sia la coltivazione di Ogm che il loro utilizzo come
alimenti e mangimi.
A differenza dei due tentativi precedenti, la Commissione
propone ora di eliminare dal bando solo l'utilizzo di questi due
Ogm come alimenti e mangimi e non la coltivazione. Tutto ciò per
cercare di raggiungere la maggioranza in Consiglio, sperando di
rompere l'unità degli Stati membri contro le proposte della
Commissione di revocare i bandi nazionali.
Oggi, solo quattro Stati (Regno Unito, Olanda, Svezia ed
Estonia), hanno appoggiato la Commissione nel suo attacco al bando
austriaco, mentre l'Italia ha votato contro. In ogni caso va
sottolineato che secondo la legislazione europea sugli Ogm, la
Commissione non può forzare l'Austria ad annullare il proprio
divieto.
"La Commissione, nonostante la posizione predominante espressa
in Consiglio e la maggioranza dei cittadini europei, continua nei
suoi tentativi di forzare l'ingresso degli Ogm nel mercato europeo.
Tutto ciò non è solo irresponsabile per l'ambiente ma anche
assolutamente non democratico rispetto alla volontà espressa dalla
maggioranza dei cittadini e degli stati europei" conclude
Ferrario.