Comunicato stampa - 23 febbraio, 2007
Oggi pomeriggio, il primo ministro slovacco Robert Fico ha incontrato l'amministratore delegato dell'Enel, Fulvio Conti, per chiudere l'accordo che prevede l'investimento di 1,6 miliardi di euro per completare due reattori nucleari sovietici di seconda generazione a Mochovce, in Slovacchia, per circa 800 Megawatt. Intanto lo studio di fattibilità del progetto di completamento, previsto per aprile, non è stato ancora completato.
Lo sfruttamento dell'energia nucleare per la produzione dell'energia elettrica è una scelta rischiosa che negli anni, incidente dopo incidente, disastro dopo disastro, ha dimostrato di non essere conveniente.
Nel complesso è un investimento maggiore di quello che secondo
il piano industriale di Enel è stato effettuato in Italia per
realizzare cinquemila Megawatt di impianti a gas a ciclo combinato.
"Se la 'vera rivoluzione è non cambiare il Mondo', come recita la
monumentale campagna pubblicitaria di Enel, questa operazione è
sicuramente un bell'esempio di coerenza" commenta Giuseppe Onufrio,
direttore delle Campagne di Greenpeace.
La decisione di completare la costruzione dei reattori 3 e 4 di
Mochovce è illegittima. Nessuna procedura di Valutazione di Impatto
Ambientale è stata avviata da vent'anni a questa parte dalle
Autorità locali per la realizzazione di tali reattori ed Enel si
guarda bene da richiedere l'avvio di un processo di consultazione
pubblica. Costruire reattori di tecnologia sovietica risalenti a
più di trent'anni fa senza alcuna VIA rappresenta una violazione
inaccettabile delle normative europee.
Il progetto rappresenta inoltre un enorme pericolo. I due
fatiscenti reattori slovacchi di tipo VVER-440/213 risalgono ai
primi anni Settanta e, non potendo essere migliorati i livelli di
sicurezza, non soddisfano i requisiti minimi di sicurezza richiesti
dall'Europa. Nel 2012, una volta ultimati i lavori, i reattori
saranno datati di oltre 40 anni!
La ERBD, la Banca Europea per la ricostruzione e lo sviluppo, si
rifiutò di finanziarne il completamento, mentre un reattore dello
stesso tipo venne chiuso nel 1990 a Greisfwald, in Germania, appena
entrò in funzione. Anche la costruzione di altre tre unità di terza
generazione VVER, più nuove di quelle che Enel dovrà completare a
Mochovce, furono bloccate dalle autorità tedesche dopo la
riunificazione della Germania. "Per entrare nel mercato elettrico
slovacco, Enel accetta di finanziare una operazione molto
discutibile sia sul piano della sicurezza che su quello dei costi.
Dalle informazioni finora in possesso di Greenpeace, il governo
slovacco farà degli sconti sui costi di smantellamento e di
gestione delle scorie, sconti che si configurano come aiuti di
stato" aggiunge Onufrio.