Comunicato stampa - 9 dicembre, 2008
L’Unione Europea ha raggiunto un accordo storico per supportare lo sviluppo delle rinnovabili in Europa e garantire un futuro energetico sicuro e pulito a milioni di cittadini europei, afferma Greenpeace. Secondo l’associazione ambientalista l’accordo è un raggio di luce tra le fosche posizioni da medioevo espresse da alcuni Paesi, tra cui l’Italia, su diversi aspetti del pacchetto ‘energia e clima’. Una prima vittoria verso una rivoluzione tecnologica che ci salverà anche dalla crisi economica globale.
“Promuoviamo
l’Europa a pieni voti, questo accordo fissa l’inizio di un futuro energetico
pulito di cui trarrà beneficio l’ambiente e l’economia - afferma Frauke Thies,
responsabile per le rinnovabili di Greenpeace a Bruxelles. - L’unico aspetto
negativo riguarda l’ostinazione europea a promuovere l’utilizzo su ampia scala
dei biocombustibili senza imporre clausole di salvaguardia ambientale
necessarie a contrastare la devastazione causata da pratiche agricole
insostenibili” continua Thies.
La Direttiva impone obiettivi vincolanti per
ogni Paese europeo per produrre il 20 per cento dell’energia primaria da fonti
rinnovabili entro il 2020. Si prevedono nuove politiche di supporto per lo
sviluppo delle energie rinnovabili nel settore della produzione di elettricità,
calore, e nei trasporti. L’obiettivo di raggiungere una quota del 10% di
biocarburanti al 2020 è stato indebolito, ma la Direttiva non fornisce
ancora garanzie di sostenibilità soddisfacenti.
“Alcuni
leader europei mostrano di voler avviare una rivoluzione energetica pulita in Europa,
ma non è questo il caso dell’Italia - afferma Francesco Tedesco, responsabile
della campagna Energia e Clima in Italia. - Quello del governo Berlusconi
appare invece un tentativo per destabilizzare le negoziazioni europee a difesa
di particolari interessi industriali ignorando i benefici per i cittadini
italiani, l’ambiente e l’economia”.
Il nuovo rapporto di Greenpeace “Energy [R]evolution – Europa” mostra
chiaramente che puntare su fonti rinnovabili e misure di efficienza energetica
permetterà di risparmiare circa 500 miliardi di euro nella spesa di
combustibili fossili da oggi fino al 2020. Il Rapporto, elaborato dall’Istituto
di Termodinamica del Centro Aerospaziale Tedesco (DLR), è una dimostrazione di
come l’Europa può centrare gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas
serra al 2050 facendo a meno di carbone e nucleare.