Comunicato stampa - 2 novembre, 2006
Siamo ad inizio novembre e il Piano Nazionale di assegnazione non è ancora ultimato e pronto per l'invio alla Commissione Europea, nonostante il richiamo della Commissione europea del 13 ottobre e l'apertura di una procedura d'infrazione per il nostro Paese, e sia stata data notizia di un accordo tra i due ministeri relativamente al numero complessivo di quote da assegnare. A fronte di questa constatazione le associazioni ambientaliste ritengo utile tornare a ribadire l'urgenza di ultimare il piano al più presto per ottemperare ai doveri comunitari, rispondere all'esigenza dei settori sottoposti a direttiva di conoscere il numero delle quote loro assegnate e permettere al nostro Paese di svolgere un ruolo attivo per fare sì che anche i Piani degli altri Stati membri assegnino volumi di quote effettivamente in linea con gli obbiettivi di Kyoto.
Le associazioni ambientaliste chiedono che le quote vengano
assegnate premiando gli operatori che si orientano verso tecnologie
maggiormente efficaci nella riduzione dei gas serra; il Piano di
assegnazione deve essere ultimato nel segno della trasparenza e al
minor costo possibile per il Paese evitando allocazioni di favore
per specifiche imprese o singoli impianti, sia nell'allocazione
alle installazioni esistenti sia nella gestione della riserva che
nelle regole di chiusura d'impianto e di assegnazione delle 6Mt
tramite asta. I principi della direttiva europea Emission Trading
per il Piano Nazionale di Assegnazione sono stati oggi ribaditi in
una lettera inviata da WWF, Legambiente e Greenpeace al Ministro
per lo Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, e al Ministro
dell'Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, Alfonso Pecoraro
Scanio.
Il WWF, Legambiente e Greenpeace propongono che le quote vengano
assegnate in base al principio di favorire la concorrenza nei
settori regolati, in particolare nel settore elettrico, premiando
gli operatori che orientano le proprie attività ed investimenti
nelle tecnologie maggiormente efficaci nella riduzione dei gas
serra. Il principio che meglio persegue la garanzia di concorrenza
e l'efficacia ambientale è l'adozione di un benchmark unico per
prodotto non differenziato per tecnologia e per combustibile. Tale
principio è ineludibile nella gestione della riserva. Impianti
nuovi che optino per tecnologie e combustibili inefficienti nel
rispetto degli impegni di Kyoto non devono beneficiare di
un'assegnazione gratuita per tutta la quota di produzione. La
partecipazione all'assegnazione tramite asta di 6Mt di quote di
emissione deve essere allargata al maggior numero possibile di
operatori per evitare condizionamenti ed accordi preventivi sugli
esiti dell'asta. A tale proposito è indispensabile che l'accesso
all'asta sia garantito sia agli impianti esistenti che ai nuovi
entranti. Le quote devono essere assegnate in maniera trasparente e
nell'ottica di favorire la diminuzione delle emissioni
climalteranti dei settori interessati al minor costo possibile per
il Paese.
Le associazioni ambientaliste, infine, si esprimono contro una
sotto-allocazione agli impianti che beneficiano delle convenzioni
in CIP6, in grado di trasferire nella tariffa elettrica, attraverso
la componente A3, qualsiasi costo addizionale successivamente
introdotto.Tale operazione, che avrebbe il fine di ricavare quote
da distribuire agli altri impianti termoelettrici determinerebbe un
trasferimento diretto dei costi della direttiva sui consumatori
finali con un aggravio diretto nella bolletta elettrica senza alcun
beneficio in termini ambientali per il Paese. Il CIP6 non deve
ancora una volta essere usato come camera di compensazione delle
incapacità nazionali in politica energetica a danno dei consumatori
e dell'ambiente.
Notes: Ufficio stampa WWF Italia: 06-84497377,265,213
Ufficio stampa Legambiente: 06 86268399-80-79-55
Ufficio stampa Greenpeace: 06 68136061 (int. 203 – 222)