Comunicato stampa - 2 dicembre, 2008
Sarà possibile risparmiare 500 miliardi di euro in combustibili fossili entro il 2020 secondo il rapporto Energy [R]evolution Europa, diffuso oggi da Greenpeace. Questo dimostra come il vecchio continente possa ridurre in modo significativo le emissioni di CO2 e rafforzando la sua economia, se i leader dell’UE faranno decollare un pacchetto clima-energia ambizioso in discussione nei prossimi giorni.
All'apertura dei lavori della Conferenza ONU sul clima a Poznan, gli attivisti di Greenpeace hanno presentato una scultura, di legno e carbone, alta tre metri.
Mentre inizia la sessione negoziale della Convenzione sul clima
a Poznan, l'UE non ha ancora trovato un accordo sul pacchetto
clima-energia anche grazie alla politica di sabotaggio dell'Italia
e di altri Paesi dell'Europa dell'est. Nel pacchetto sono inclusi
gli obiettivi di riduzione per ciascun Paese e le nuove regole per
il sistema di Emissions Trading.
"L'Europa ha bisogno di politiche forti per sostenere le fonti
rinnovabili, l'efficienza energetica e riduzioni drastiche delle
emissioni. Mentre i leader europei stanno finalizzando il pacchetto
clima-energia, il rapporto Energy [R]evolution per l'Europa
dimostra che esistono ampi margini tecnici ed economici per ridurre
le emissioni di gas a effetto serra" dichiara da Konin Francesco
Tedesco, responsabile della Campagna energia e clima di Greenpeace
Italia.
Mentre alcuni Paesi, tra cui l'Italia, cercano di ridurre gli
impegni, il nuovo rapporto commissionato da Greenpeace dimostra
come sia fattibile un taglio delle emissioni del 30 per cento al
2020 e dell'80 per cento al 2050 rispetto al 1990. Il rapporto,
elaborato dal DLR tedesco (Istituto di termodinamica tecnica del
Centro aereospaziale tedesco), è una dimostrazione anche della
fattibilità del pacchetto clima-energia al 2020 con un sistema
severo di commercio delle quote di inquinamento dove chi inquina
paga e si impegna a obiettivi di efficienza energetica
vincolanti.
"Queste forti misure hanno anche effetti economici positivi-
aggiunge Giuseppe Onufrio, Direttore delle campagne di Greenpeace -
Nel solo settore elettrico gli investimenti nelle fonti rinnovabili
e nell'efficienza energetica possono ridurre i costi dei
combustibili di 500 miliardi di euro al 2020, rispetto allo
scenario di riferimento. Questi risparmi coprono gli investimenti
aggiuntivi richiesti di due volte e mezzo".
Al 2050 il 56 per cento dell'energia primaria potrà essere
fornita dalle fonti rinnovabili, che potranno coprire l'88 per
cento dei consumi di elettricità. Questo è possibile se si
realizzano le misure di efficienza energetica in tutti i settori.
Per i trasporti gli aumenti di efficienza e un uso limitato dei
biocombustibili potranno ridurre le emissioni del 70 per cento.
Per la metà del secolo è tecnicamente ed economicamente
fattibile una riduzione delle emissioni dell'80 per cento senza
ricorrere al nucleare e alla cattura e stoccaggio della CO2,
tecnologia non provata, costosa e rischiosa.
"Purtroppo i segnali del governo Berlusconi vanno esattamente
nella direzione opposta e rischiano di far perdere al Paese
un'occasione di sviluppo tecnologico. Per un futuro sostenibile,
retroguardia ambientale significa anche retroguardia tecnologica"
conclude Onufrio.