Impianto eolico. La crescita dell'eolico è stata notevole, se paragonata alle altre fonti rinnovabili: dal 1995 al 2005 la potenza installata nel mondo è cresciuta di dodici volte.
Due norme contro l'eolico, due decreti proposti dal
Ministero
dell'Ambiente che rischiano di mortificare lo sviluppo
dell'energia
pulita. A mettere in evidenza il paradosso di un Ministero
dell'Ambiente
che si rende responsabile di provvedimenti contro le fonti
rinnovabili
sono Walter Ganapini, presidente di Greenpeace e Roberto Della
Seta,
presidente di Legambiente che all'onorevole Alfonso Pecoraro
Scanio
hanno scritto una lettera preoccupata. "Egregio Ministro le
scriviamo in
merito ad alcuni recenti provvedimenti che riguardano gli
impianti eolici e che rappresentano, a nostro avviso, un segnale
molto negativo nella prospettiva di diffusione di questa fonte
energetica in Italia". Greenpeace e Legambiente puntano il dito
contro il Decreto Legge 16 agosto 2006, n.251 in materia di
conservazione della fauna selvatica che vieta la realizzazione di
impianti nelle ZPS (zone a protezione speciale) e il Decreto
Legislativo approvato il 12 Settembre 2007 che istituisce la
Valutazione di Impatto ambientale nazionale per gli
impianti eolici di potenza superiore ai 20MW. Entrambe le norme
sono
figlie del Ministero dell'Ambiente. Per quanto riguarda il
primo
provvedimento - spiegano le due associazioni ambientaliste - non
si
comprendono le ragioni poiché per l'eolico è infatti individuata
una
procedura cautelativa speciale oltre quanto previsto per ogni
tipo di
impianti. E comunque la valutazione d'incidenza "deve essere
basata su
un monitoraggio dell'avifauna presente nel sito interessato di
durata
compatibile con il ciclo biologico della stessa e la
realizzazione
dell'intervento è subordinata a conforme e obbligatorio
parere
dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica (INFS)".
Considerando che
sono pochi gli impianti eolici previsti in aree ZPS questa
scelta appare
più ideologica che pratica e quindi incomprensibile.
L'introduzione della procedura VIA rappresenta, invece, una
novità
preoccupante, che non ha eguali in Europa e che esautora le
Regioni da
una procedura che le era stata affidata per Legge nella
valutazione di
tutti gli impianti da fonti rinnovabili.
"L'eolico rappresenta - si legge nella missiva di Greenpeace
e
Legambiente - la fonte energetica rinnovabile più competitiva da
un
punto di vista tecnologico e quella con maggiori capacità di
diffusione
a livello internazionale, con importanti potenzialità per un
Paese come
l'Italia che fatica a raggiungere risultati al pari di altri
Paesi
europei nella diffusione delle fonti energetiche pulite e
nella
riduzione delle emissioni di CO2. Siamo convinti dell'importanza
di una
diffusione dell'eolico che sia attenta alla tutela dei valori
ambientali
e dell'avifauna, ed è per questo che da tempo chiediamo
l'approvazione
delle Linee Guida previste dal DL 387/2003 che permetterebbero
per
l'eolico, come per tutte le fonti rinnovabili, di avere
finalmente un
quadro unitario e coerente di regole nazionali.