Comunicato stampa - 30 ottobre, 2008
L’eolico potrà fornire il 12% dell’energia elettrica mondiale al 2020, permettendo di risparmiare in 12 anni circa 10 miliardi di tonnellate di CO2, pari al doppio di quanto emesso dalla Cina nel 2005. Questo il dato principale del nuovo rapporto “Global Wind Energy Outlook 2008”, presentato oggi a Pechino da Greenpeace e dal GWEC (Global Wind Energy Council). Il rapporto è stato lanciato a Pechino perché la Cina è il mercato in maggiore espansione per l’eolico a livello mondiale, ed entro la fine del 2009 diventerà il primo Paese nella produzione di turbine e apparecchiature in grado di catturare l’energia del vento.
Impianto eolico. La crescita dell'eolico è stata notevole, se paragonata alle altre fonti rinnovabili: dal 1995 al 2005 la potenza installata nel mondo è cresciuta di dodici volte.
Al 2050 oltre il 30% del fabbisogno mondiale di elettricità
potrebbe arrivare dal vento (1). "Abbiamo pochi anni per ridurre le
emissioni mondiali di CO2 e l'eolico avrà un ruolo cruciale. Nessun
altra tecnologia è in grado di fornire un tale contributo su scala
mondiale in tempi così ristretti" afferma Steve Sawyer, Segretario
Generale del GWEC.
"Oltre ai benefici per l'ambiente, l'eolico è un settore in
grado di sostenere l'economia in un periodo di recessione" -
afferma Giuseppe Onufrio, direttore delle Campagne di Greenpeace
Italia - "Sono circa 350 mila i 'colletti verdi' che lavorano già
oggi nell'industria eolica, e il dato sugli occupati salirà a oltre
2 milioni al 2020".
Il settore della produzione di energia elettrica è responsabile
di circa il 40% delle emissioni mondiali di CO2 e senza il rapido
dispiegamento di misure radicali per l'efficienza energetica e lo
sviluppo delle rinnovabili, a partire dall'eolico, non sarà
possibile mantenere l'aumento della temperatura terrestre entro i
2°C, con conseguenze irreversibili per il Pianeta.
"I governi hanno il dovere morale nei confronti delle future
generazioni di avviare adesso una rivoluzione energetica pulita" -
sostiene Francesco Tedesco, responsabile campagna Energia e Clima
di Greenpeace - "L'ostilità del governo italiano al pacchetto
europeo 'clima ed energia' ci ridicolizza e mostra chiaramente che
Berlusconi non è all'altezza degli altri premier europei".
La situazione in Italia è paradossale se pensiamo che nel 2007
gli incentivi per le rinnovabili sono stati pari a 932 milioni di
euro mentre i sussidi alle fonti fossili (fonti assimilate e
rifiuti attraverso il meccanismo CIP6) sono ammontate a 5,3
miliardi, cinque volte tanto (2).
Notes: Link alla scheda sui sussidi all’energia:
http://www.greenpeace.org/raw/content/italy/ufficiostampa/file/incentivi-rinnovabili