Comunicato stampa - 5 febbraio, 2007
Una petizione firmata da oltre un milione di persone in 21 Paesi europei, Italia inclusa, chiede l'etichettatura obbligatoria per latte, carne, uova e formaggi derivanti da animali che sono stati nutriti con Ogm.
Semi di soia geneticamente modificata.
Greenpeace la consegna oggi a Markos Kyprianou, il Commissario
europeo per la Salute e di fronte alla sede della Commissione
Europea verrà posizionato un serpentone di 500 metri, realizzato
con le firme dei cittadini europei.
Con la normativa europea introdotta nel 2004, tutti i prodotti,
contenenti o derivanti da un ingrediente che contenga più dello 0,9
per cento di Ogm, devono esibire sull'etichetta la scritta: "Questo
prodotto contiene (o deriva) da Ogm", eppure c'è un buco nero nella
normativa. "è inaccettabile che uova, carne e latticini non debbano
essere etichettati per legge, anche se gli animali di provenienza
sono stati nutriti con Ogm. I consumatori esigono questa garanzia"
spiega Federica Ferrario, responsabile campagna Ogm di
Greenpeace.
Oltre il 90 per cento degli Ogm importati in Europa sono soia e
mais destinati alla mangimistica. La dieta degli animali che
alleviamo è composta fino al 30 per cento da Ogm: questo vuol dire
che 20 milioni di tonnellate di Ogm entrano nella catena alimentare
degli europei ogni anno, senza che i consumatori lo sappiano e
senza che possano esercitare il diritto di scelta.
I sondaggi sono concordi nel dire che, se informati, i
consumatori rifiuterebbero i prodotti di origine animale Ogm. "Il
diritto all'informazione è un diritto fondamentale dell'Unione
europea, e per quanto riguarda Ogm e mangimi, questo diritto viene
negato. Togliere gli Ogm dalla mangimistica europea è un passo
importante verso la protezione dell'ambiente dall'incontrollato
rilascio di Ogm, che continuano a minacciare salute e biodiversità"
conclude Ferrario.