Comunicato stampa - 19 dicembre, 2006
È ora di dire definitivamente basta allo scandalo tutto italiano dei sussidi alle fonti rinnovabili dirottati invece verso rifiuti e derivati del petrolio tramite il "trucco" delle fonti assimilate. Con i cosiddetti CIP6 e i certificati verdi, nel 2005 gli incentivi sottratti allo sviluppo delle vere fonti rinnovabili sono stati ben 3,1 miliardi di euro, pagati dagli italiani attraverso la componente A3 della bolletta.
Impianto eolico. Dal 1995 al 2005 la potenza installata nel mondo è cresciuta di dodici volte.
"Una cifra scandalosa se si pensa che termovalorizzatori e
impianti CIP6 sono tra i maggiori emettitori di CO2, con emissioni
specifiche perfino peggiori del carbone" afferma Francesco Tedesco,
responsabile Campagna Clima ed Energia di Greenpeace, di ritorno da
Porto Tolle, dove l'organizzazione ha occupato per tre giorni la
centrale Enel per bloccarne la riconversione a carbone.
Greenpeace sostiene la richiesta dei senatori Tommaso Sodano di
Rifondazione Comunista e Angelo Bonelli dei Verdi, di correggere
entro la fine dell'anno l'"errore materiale" contenuto all'interno
della Finanziaria, sull'emendamento che abolisce i CIP6 per i
produttori di energie non rinnovabili. Nella stesura attuale la
norma CIP6 permetterebbe di incentivare non solo gli impianti già
realizzati ma anche quelli in via di autorizzazione fino al 31
dicembre, circa un centinaio.
Continuare a incentivare le fonti fossili allontana l'Italia
dagli impegni di Kyoto e provoca costi che dovranno essere
sostenuti dall'intera collettività.