Comunicato stampa - 5 luglio, 2007
Produrre energia con le fonti rinnovabili e investire in efficienza costa dieci volte meno che continuare a usare combustibili fossili. Il mondo risparmierebbe 180 miliardi di dollari all’anno e si riuscirebbero a ridurrebbe della metà le emissioni di CO2 del settore elettrico entro il 2030, come emerge dal rapporto “Future Investment” diffuso oggi da Greenpeace ed EREC (European Renewable Energy Council) e lanciato in occasione del concerto “Live Earth”.
"Future Investment" è il primo rapporto globale a fornire un
piano d'investimenti sostenibile per il settore energetico e con
dati effettivi dimostra non solo che le rinnovabili (sole, vento,
idroelettrico, geotermico e biomasse) sono in grado di salvare il
Pianeta dai cambiamenti climatici, ma anche che si avranno ingenti
benefici economici. "Future Investment" rappresenta la versione
economica del rapporto "Energy [R]evolution" di Greenpeace, la
prima strategia che indica come ristrutturare il sistema energetico
mondiale in modo da dimezzare le emissioni di gas serra al 2050,
senza dover ricorrere a carbone e nucleare.
"Il Live Earth invita miliardi di persone a prendere impegni
concreti contro la minaccia del riscaldamento globale e il nostro
rapporto dimostra che puntare sulle rinnovabili permette di salvare
il clima e risparmiare miliardi di dollari", afferma Francesco
Tedesco, responsabile Energia e clima di Greenpeace. "Uno sviluppo
energetico basato sulle fonti fossili, al contrario, getterebbe
un'ombra sul futuro dell'ambiente e della specie umana. Lo scenario
'business as usual', infatti, porterà alla costruzione di circa
diecimila nuove centrali per la produzione di energia, contribuendo
alla crescita del 50 per cento delle emissioni mondiali di gas
serra al 2030 e un loro raddoppio al 2050. Inoltre, i costi per
riparare i danni causati dal riscaldamento globale, come già
indicato dal Rapporto Stern e dal'IPCC, saranno enormemente
superiori agli investimenti richiesti per evitare che il clima
cambi".
E i costi sono presto detti. Per avviare la Rivoluzione
energetica nel mondo sono necessari investimenti annui pari a 22
miliardi di dollari. Grazie ai quali, però, si risparmiano 202
miliardi ogni anno - dieci volte tanto, quindi - rappresentati dai
costi di combustibili fossili che alimentano centrali elettriche e
impianti di generazione. Dirottare verso le rinnovabili gli attuali
250 miliardi di dollari che ogni anno sono destinati a carbone e
gas, inoltre, permetterebbe di coprire abbondantemente i costi
della rivoluzione energetica pulita. "L'industria delle rinnovabili
ha la volontà ed è in grado di fornire l'energia necessaria al
fabbisogno mondiale", afferma Oliver Schäfer, policy director di
EREC (European Renewable Energy Council): "Abbiamo solo bisogno
delle giuste politiche energetiche".
Il Rapporto "Future Investment" sottolinea l'urgenza di agire
immediatamente per realizzare la rivoluzione energetica. Nei
prossimi dieci anni molti impianti e centrali dovranno essere
rinnovati o sostituiti, mentre economie emergenti come Cina, India
e Brasile stanno rapidamente realizzando nuove infrastrutture
energetiche. È un'occasione da cogliere al balzo per evitare di
perdere altro tempo prezioso.