Comunicato stampa - 9 luglio, 2009
Greenpeace commenta l’approvazione al Senato del disegno di legge sullo sviluppo, che prevede tra l’altro il rilancio del nucleare civile in Italia. “Si tratta di una tecnologia in declino e la proposta del governo italiano di ritornare al nucleare è un non senso economico e industriale, che serve solo a piccole ma potenti lobby”, afferma Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace Italia, dal G8 dell’Aquila.
Greenpeace ha sempre combattuto contro l'energia nucleare perché
pone rischi inaccettabili sia per l'ambiente che per la salute.
Questa fonte copre poco più del 2 per cento dei consumi globali di
energia nel mondo, meno dell'idroelettrico. Raddoppiare la potenza
nucleare oggi installata, oltre a aumentare i rischi di incidenti,
le scorie e i rischi di proliferazione di armi nucleari, avrebbe un
effetto molto limitato sulle emissioni globali, dell'ordine del 5%.
E implicherebbe l'apertura di un nuovo reattore ogni due settimane
da oggi al 2030.
A circa sessant'anni dalla nascita del nucleare civile non
esiste una tecnologia nucleare intrinsecamente sicura, la gestione
a lungo termine delle scorie nucleari non è stata risolta da nessun
paese e non c'è una tecnologia che non possa essere utilizzata
anche per produrre materiali per le bombe atomiche. Le riserve di
Uranio estraibili a costi calcolabili, infine, dovrebbero esaurirsi
in circa settanta-ottanta anni ai livelli attuali di consumo. Più
rapidamente, se il ricorso al nucleare dovesse aumentare.
Nemmeno dal punto di vista economico il nucleare ha funzionato:
i costi di generazione elettrica da nuovi impianti nucleari sono
superiori a quelli delle altre fonti convenzionali e dell'eolico.
E, proprio per i rischi anche finanziari di questa tecnologia,
l'industria nucleare nei mercati liberalizzati è in crisi e cerca
fondi pubblici, sia come incentivi che come fondi a tasso
agevolato, come la presidenza Bush aveva introdotto negli USA.
"Per ridurre le emissioni di gas a effetto serra e combattere il
riscaldamento globale bisogna puntare sulle alternative più sicure
ed efficaci: fonti rinnovabili ed efficienza energetica", conclude
Onufrio: "Investire sul nucleare invece introduce altri rischi e
assorbe molte risorse che vanno invece utilizzate per le fonti
davvero pulite".