Comunicato stampa - 16 maggio, 2006
La prima la chiamano "La corsa del non ritorno", e il soprannome non è forse dei più invitanti. Ma anche le altre minacciano insidie: "Dalla Terra a Marte", "Il deserto dei deserti", "L'ultima frontiera". Si tratta della "4 deserti", uno slam di quattro competizioni, quattro maratone estreme nei più aridi, più caldi, più freddi, più ventosi luoghi del pianeta. E cioè il Gobi in Cina, l'Atacama in Cile, il Sahara in Egitto e l'Antartide. Tra tanti corridori iscritti, un solo italiano parteciperà a questa avventura: Francesco Galanzino, già reduce dalla Marathon des Sables, dal Neanderthal Trail, dal Raid Tenerè Passion, nonché alpinista, escursionista e tedoforo delle Olimpiadi di Torino. Galanzino è anche l'unico uomo che tenterà il "grande slam" tutto di fila: dalla Gobi March che parte il 28 maggio prossimo fino a The Last Desert (Antartide) nel dicembre 2006, passando per Atacama Crossing e Sahara Race in luglio e ottobre.
Ma Galanzino non si ferma qui: ogni maratona sarà occasione per
testimoniare il suo appoggio alla Campagna energia e clima di
Greenpeace. Infatti, se i deserti attraversati dalla corsa sono
ecosistemi vitali, legati a determinate condizioni climatiche e
geografiche, i cambiamenti climatici rischiano di modificare la
faccia del pianeta, accentuando (tra gli altri) fenomeni come la
desertificazione. Greenpeace - 3 milioni di sostenitori in tutto il
mondo - si batte da anni per ridurre la dipendenza dai combustibili
fossili, come petrolio e carbone, e le conseguenti emissioni di gas
a effetto serra, responsabili dell'aumento delle temperature
terrestri. Per questo propone una vera e propria rivoluzione
energetica, basata largamente sullo sviluppo delle fonti
rinnovabili e un forte miglioramento dell'efficienza negli usi
finali dell'energia.
"Non abbiamo più molto tempo», sostiene Pippo Onufrio, direttore
delle campagne di Greenpeace: «Già oggi il pianeta sta
sperimentando un'ampia gamma di cambiamenti innescati dal
riscaldamento globale, come dimostrano numerosi studi scientifici.
Non è più il momento di soffermarsi a discutere se il clima sta
cambiando o meno, ma di agire. La nostra economia, anche in Italia,
continua a basarsi su logiche non sostenibili, e manca una
strategia per ridurre la dipendenza dalle fonti fossili. Se tutto
ciò non cambierà rapidamente, andremo incontro sempre più a
fenomeni climatici estremi e all'innalzamento dei mari». Greenpeace
mira ad aumentare la quota di fonti rinnovabili (solare, eolico,
piccolo idroelettrico, biomasse) e a promuovere l'efficienza negli
usi dell'energia, per ridurre la domanda: in questo modo, almeno in
Europa, è possibile raggiungere una quota del 25 per un cento delle
fonti rinnovabili al 2020.
Ma nella sfida di Galanzino c'è dell'altro: «Quando attraverso
un deserto», spiega, «la cosa che più mi colpisce è il valore
"prezioso" della semplicità. In quei luoghi, tutto deve essere
semplice: la corsa, per risparmiare forze; i cibi, per pesare poco
ed essere digeriti; l'abbigliamento, perchè non si rovini. Tutto
ciò che è semplice non si rompe e, d'altra parte, anche la bevanda
che ci disseta è la più semplice: l'acqua». Semplice come il sole e
il vento, le potenziali architravi della rivoluzione energetica
proposta da Greenpeace, come l'uso efficiente di un bene prezioso
qual è l'energia. «È il momento di iniziare a correre», commenta
Onufrio: "E Francesco Galanzino corre per il pianeta".
«Siamo particolarmente lieti di partecipare alla realizzazione
di un evento che vede l'uomo confrontarsi con gli elementi
climatici più estremi», aggiunge Simone Bozzato della Società
Geografica Italiana: «Oltre allo spirito sportivo e al fascino
caratteristico della competizione, inoltre, la partecipazione di
Galanzino alla "4 deserti" pone all'attenzione dell'opinione
pubblica il tema della sostenibilità e della compatibilità
ambientale. Sfide come "La corsa del non ritorno" o "L'ultima in
frontiera" in Antartide sono l'occasione per approfondire i limiti
umani e naturali, di affrontare il delicato tema delle
trasformazioni in atto in queste realtà geografiche e delle risorse
energetiche per il futuro".
Other contacts: web: http://www.greenpeace.it/4deserti
web: http://www.galanzino.it