Il maratoneta di Greenpeace secondo anche in Sahara. E ora Francesco Galanzino è atteso dall'Antartide

Comunicato stampa - 2006-11-04
Dopo la "Gobi March" in Cina e l'"Atacama Crossing" in Cile, Francesco Galanzino, testimonial della campagna Energia e Clima di Greenpeace, ha superato la terza ultramaratona della "4 deserti", arrivando secondo alla "Sahara Race", conclusasi oggi. Il maratoneta italiano è stato preceduto solo dal danese Jimmi Olsen, e si conferma come uno dei più forti runner al mondo, dopo il secondo posto in Cina e il terzo in Cile.

Francesco Galanzino, 45 anni, è un imprenditore di Tortona sposato con Simona e padre di Giacomo e Giulio. Istruttore di arrampicata sportiva con innumerevoli vie di roccia e cascate di ghiaccio all'attivo nelle Alpi italiane e francesi, Galanzino ha effettuato numerose spedizioni in alta quota in Pakistan e Bolivia. Nel 2005 ha corso oltre 2.500 Km e partecipato a diverse gare di trail running con ottimi risultati. È stato tedoforo per le Olimpiadi Invernali di Torino 2006.

Galanzino ha percorso ben 250 chilometri - in sei tappe - con la scritta Greenpeace sulla maglia. Giunto al traguardo, tra le Piramidi e la Sfinge, ha aperto - come nelle due maratone precedenti - lo striscione con il messaggio: "Save the Climate. Energy Revolution". Mentre il mondo sta per riunirsi a Nairobi, in Kenya, per decidere come rendere effettivo il Protocollo di Kyoto, Galanzino vuole in questo modo ribadire l'allarme per gli effetti del riscaldamento globale, come la desertificazione. L'unica soluzione per affrontare i cambiamenti climatici è quella di promuovere una vera e propria rivoluzione energetica - il cuore della proposta di Greenpeace - basata sullo sviluppo delle fonti rinnovabili e sull'efficienza negli usi finali dell'energia.

Con questo risultato il runner di Tortona - unico al mondo a tentare il "grande slam" tutto di fila -, ha conquistato il diritto di partecipare all'ultima tappa della "4 deserti", che si svolgerà in Antartide il prossimo gennaio. La maratona antartica - denominata "The last desert" - prevede soltanto quattro tappe per un totale di 250 chilometri, sempre in totale autosufficienza, come nelle altre competizioni di Racing the Planet (l'organizzazione che promuove la "4 deserti"): 250 chilometri nel deserto più freddo del pianeta (le temperature potrebbero scendere a meno 30 gradi centigradi), con percorsi impegnativi su sassi, neve e ghiaccio.

Dai deserti - e dal rischio di desertificazione del pianeta - all'Antartide, uno dei sensori più significativi del riscaldamento in atto: se i suoi ghiacci dovessero fondersi l'innalzamento del livello dei mari sarebbe drammatico, mettendo a rischio isole, coste, comunità umane di tutto il  pianeta. Il senso dell'impegno di Francesco Galanzino accanto a Greenpeace è in questo messaggio: impedire che il clima cambi in modo drammatico. "Alla vigilia della Conferenza delle Nazioni Unite sul clima di Nairobi, siamo davvero felici dei risultati raggiunti da Francesco", dichiara Donatella Massai, direttore esecutivo di Greenpeace Italia: "Galanzino sta correndo per il pianeta e rapidamente il mondo dovrà decidere di investire in efficienza energetica e rinnovabili per riuscire ad arrestare il riscaldamento globale".