Comunicato stampa - 10 aprile, 2009
Greenpeace esprime soddisfazione per la decisione della Procura della Repubblica di Genova di sequestrare la banchina San Giorgio del Terminal Rinfuse, dove le navi scaricano il carbone destinato alla vicina centrale Enel della Lanterna. Il motivo del sequestro è che le acque piovane inzuppate di carbone finiscono in mare senza essere depurate in violazione delle norme vigenti.
Attivisti a genova questa mattina.
Questa è l'ennesima prova che il carbone pulito non esiste.
Greenpeace si augura che il sequestro della banchina possa
contribuire ad accelerare i tempi per la chiusura della centrale a
carbone dell'Enel. Impianti di questo tipo non solo aumentano
l'inquinamento a livello locale ma sono la prima causa del
riscaldamento globale del pianeta.
"È ora di chiudere definitivamente questo vecchia centrale
inquinante che permette a Enel di fare profitti risparmiando
sull'ambiente e sulla salute dei lavoratori. - sostiene Francesco
Tedesco, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace
- Il futuro dell'energia è rinnovabile e in Liguria si potrebbe
rimpiazzare la centrale con l'energia del vento e del sole,
sfruttando non solo il fotovoltaico ma anche la nuova frontiera del
solare a concentrazione, come già avviene in Spagna."
Lo scorso ottobre gli attivisti di Greenpeace hanno chiesto la
chiusura della centrale con ben tre azioni di protesta: hanno
aperto sul faro della "Lanterna" di Genova lo striscione con su
scritto "Enel chiudi la centrale", hanno scritto "Enel clima
killer" sulla facciata dell'impianto e "Enel quit coal" sulla
fiancata di una nave carboniera.