Comunicato stampa - 17 febbraio, 2006
I ghiacciai groenlandesi si sciolgono nell'oceano a una velocità doppia rispetto a dieci anni or sono: basterebbe ciò a causare il 17% del rialzo del livello dell'acqua globale, che è di circa due millimetri e mezzo l'anno. Lo sostiene una ricerca pubblicata su ‘Science', che conferma le osservazioni degli scienziati Gordon Hamilton e Jason Box che, la scorsa estate, a bordo della nave di Greenpeace, Arctic Sunrise, hanno scoperto l'allarmante ritmo di fusione dei ghiacciai della Groenlandia.
Iceberg nel fiordo di Scorosbysund, lungo la costa orientale della Groenlandia. La foto fa parte della documentazione raccolta dall'Arctic Sunrise nel corso di un tour organizzato per studiare gli impatti e gli effetti del cambiamento climatico.
E' preoccupante la velocità ed il fatto che trattandosi di
ghiacciai terrestri che immettono quindi ingenti quantità di acqua
dolce in mare, la densità dell'acqua marina si modifica portando in
prospettiva ad una possibile alterazione della Corrente del Golfo.
Verrebbero così confermati i rischi di possibili cambiamenti
climatici in Gran Bretagna e nella Penisola Scandinava, come
previsto da diversi climatologi" afferma Pippo Onufrio, direttore
delle campagne di Greenpeace.
A livello globale, l'innalzamento del livello del mare sta già
mettendo a rischio la vita dei piccoli stati del Pacifico e
dell'Oceano Indiano, ma anche in Bangladesh e in altri stati
costieri sono milioni le persone che vivono in aree che potrebbero
essere colpite da questo fenomeno. "Bisogna fare presto, non c'è
più tempo da perdere. Se non passeremo dai combustibili fossili
alle energie rinnovabili e ad un miglioramento dell'efficienza
energetica andremo incontro sempre più a fenomeni climatici estremi
e all'innalzamento dei mari" spiega Onufrio.
Proprio ieri si festeggiava il primo compleanno del Protocollo
di Kyoto: Stati Uniti e Australia continuano a ostacolare questo
processo, mentre l'Italia, che ha aderito, è in fortissimo ritardo
sugli obiettivi del Protocollo. Fioriscono, fortunatamente, le
iniziative locali, dal basso, per contrastare il cambiamento
climatico: per Greenpeace ognuno deve diventare protagonista di
questa battaglia, senza aspettare soluzioni miracolose
dall'alto.