Gli attivisti non sono criminali

Comunicato stampa - 2012-02-23
Greenpeace lancia oggi un video nel quale denuncia che le azioni pacifiche di protesta degli attivisti dell’organizzazione vengono spesso perseguite con pene pecuniarie e limitazioni della libertà personale non commensurate alla loro condotta.

http://www.youtube.com/watch?v=7zGKBJXIxUM

«Protestare pacificamente contro la distruzione dell’ambiente non è un reato ma un atto di responsabilità civile. Trasformare l'esercizio di un diritto democratico in un crimine è inaccettabile: ci difenderemo nelle sedi competenti.» dichiara Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace Italia.

Il video utilizza la parodia di una nota pubblicità di carta di credito: “difendere il pianeta non ha prezzo, per tutto il resto c'è Greenpeace” e le decine di migliaia di sostenitori che gli permettono di continuare ad agire in difesa dell'ambiente.

Queste alcune delle azioni per le quali gli ambientalisti sono stati oggetto di sanzioni:

Luglio 2009, durante il G8 attivisti di Greenpeace in azione a Civitavecchia (e in altre 4 centrali a carbone) protestano contro l'utilizzo della fonte energetica più inquinante e rischiosa per il clima globale: il carbone. La sanzione è di 20.520 euro.

Giugno 2010, azione a Piazza di Spagna a Roma per protestare contro i Paesi balenieri che fanno compravendita di voti per raggiungere una maggioranza alla 62esima Conferenza Baleniera Internazionale in Marocco. La multa è di 9.065 euro.

Luglio 2010, azione nelle campagne di Pordenone in un campo di mais transgenico. Gli attivisti tagliano, isolano e mettono in sicurezza la parte superiore delle piante di mais OGM, che produce il polline, per evitare la contaminazione su vasta scala delle coltivazioni di mais. La sanzione è di 86.250 euro.

Dicembre 2011, a seguito di una protesta pacifica davanti a Palazzo Chigi durante la Conferenza Internazionale sul clima a Durban, il responsabile della campagna Clima, Salvatore Barbera, viene bandito da Roma per due anni.

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