Comunicato stampa - 16 marzo, 2007
Secondo l’analisi di Greenpeace delle ultime mappe pubblicate dalle Nazioni Unite, l’Indonesia si è guadagnata il dubbio titolo di più veloce distruttore di foreste dell’intero pianeta. L’Indonesia infatti distrugge circa 49 chilometri quadrati di foreste ogni giorno, l’equivalente di otto campi da football al minuto, cioè il 2 per cento delle foreste del paese all’anno.
L'Indonesia ospita una delle più favolose foreste millenarie: 100 milioni di ettari di foreste ricchissime di specie animali e vegetali. Le attività illegale di estrazione del legno la stanno distruggendo. L'estrazione del ramino mette poi a rischio di estinzione gli oranghi, una delle specie animali più vicini all'essere umano.
Secondo la Fao il Brasile è al primo posto per ampiezza
dell'area di deforestazione - 3.1 milioni di ettari all'anno - e
l'Indonesia è al secondo posto ma la superficie di foresta totale
dell'Indonesia è di gran lunga inferiore rispetto a quella del
Brasile mentre il tasso di deforestazione è più alto: quello
indonesiano è del 2 per cento all'anno, il brasiliano invece è lo
0.6 per cento.
"Queste foreste sono tra le più ricche del mondo quanto a
varietà di specie animali e vegetali. Ma stanno bruciando a un
ritmo impressionante, tanto che l'Indonesia è divenuta il terzo
responsabile al mondo per le emissioni di gas serra" afferma Sergio
Baffoni di Greenpeace. "Le foreste indonesiane vengono distrutte
per produrre legno, compensati e carta, cui si è aggiunto di
recente l'olio di palma di cui l'Indonesia si appresta a divenire
il primo produttore mondiale, sempre a spese delle foreste".
I calcoli di Greenpeace si basano sui dati del rapporto della
Fao pubblicato la scorsa settimana, 'State of the World's Forests
2007'. Secondo il rapporto dieci paesi abbattono l'80 per cento
delle foreste primarie del mondo, tra questi Indonesia, Messico,
Papua, Nuova Guinea e Brasile hanno registrato le più alte perdite
tra il 2000 e il 2005.
Greenpeace critica il governo indonesiano per la mancanza della
volontà politica di rallentare il tasso di deforestazione del
paese, e sottolinea che i disastri ecologici - inondazioni,
incendi, frane, siccità ed erosioni massicce - che hanno afflitto
l'Indonesia negli ultimi anni sono tutti collegati alla distruzione
senza precedenti delle foreste del paese. Greenpeace denuncia anche
la responsabilità dei paesi che come l'Italia acquistano legno,
carta e olio di palma senza preoccuparsi delle conseguenze.