Comunicato stampa - 13 novembre, 2006
Dopo l'azione di Torino di venerdì scorso, anche in Nord America Greenpeace punta il dito contro la Kimberly-Clark, il gigante della carta che detiene i marchi Scottex e Kleenex. La scorsa settimana Greenpeace aveva collocato dieci water con altrettanti alberi presso la direzione italiana dell'impresa.
Oggi presso il principale stabilimento della Kimberly-Clark, a
Everett, nello stato di Washington, due attivisti di Greenpeace si
sono incatenati ad un pacchetto di fazzolettini gigante con la
scritta "Kleenex = Ancient Forest Destuction" e non hanno alcuna
intenzione di sgombrare finché non otterranno dalla Kimberly-Clark
l'impegno concreto a cessare le attività di taglio a raso delle
foreste boreali del Canada. Lo stabilimento di Everett infatti,
gioca un ruolo centrale nell'impiego di fibre vergini di origine
boreale
Si tratta dell'ultima iniziativa di Greenpeace per denunciare la
politica irresponsabile di uno dei maggiori produttori di
fazzolettini e carta igienica. "Ancora una volta la Kimberly-Clark
declina ogni responsabilità all'accusa di coinvolgimento nella
distruzione delle ultime foreste primarie", dichiara Sergio
Baffoni, responsabile campagna foreste di Greenpeace. "Non abbiamo
alcuna intenzione di desistere finché la Kimberly Clark non
accetterà di venire incontro alle nostre richieste e a quelle dei
consumatori".
Recenti statistiche hanno infatti rivelato che più dell'80 per
cento della popolazione americana preferisce acquistare prodotti
usa e getta in carta riciclata a prezzo maggiorato pur di dare una
mano alla sopravvivenza delle ultime foreste primarie canadesi.
"Numerose imprese hanno già optato per valide alternative di minor
impatto ambientale, è ora che anche la Kimberly faccia lo stesso".
La foresta boreale è considerata l'Amazzonia dell'emisfero
settentrionale, rappresentando il 25 per cento delle foreste
primarie residue.