Greenpeace: "Le lampadine incandescenti hanno i giorni contati!"

Comunicato stampa - 2 luglio, 2008
Sempre più paesi nel mondo decidono dimettere al bando le lampade a incandescenza. Greenpeace mostra la mappa dei Paesi che hanno già fatto questo passo, e la data entro cui prevedono di mandare in pensione la vecchia tecnologia. Tra gli ultimi ad aggiungersi, la Nuova Zelanda e la Spagna. L’Italia ha fissato al primo gennaio 2011 la data del bando, inoltre, in seguito alla campagna di Greenpeace “Bando alle incandescenti”, alcune catene della grande distribuzione organizzata – come Leroy Merlin, Coop e Ikea - hanno dichiarato di rimuovere questi prodotti già dal 2009 e dal 2010.

Il time-out dei paesi per il bando alle lampadine incandescenti

In Europa sono già diversi i Paesi che, come l'Italia, si sono espressi

a favore di un bando nazionale. La Commissione europea sta ora

procedendo all'implementazione della direttiva Ecodesign per arrivare a

un bando europeo che permetterà di risparmiare ogni anno circa 32

milioni di tonnellate di CO2, circa la metà delle emissioni di CO2 della

Svezia nel 2005.

La rimozione veloce delle lampadine incandescenti dalle case degli

italiani aiuterà il Paese ad andare incontro ai propri obiettivi perla

riduzione delle emissioni di gas serra, con un risparmio di circa 3

milioni di tonnellate di CO2.

"Ora che petrolio e gas sono alle stelle non è da sottovalutare nemmeno

il risparmio in bolletta conseguibile con questa misura, pari a circa

100 euro all'anno per una famiglia tipo" - afferma Francesco Tedesco,

responsabile campagna Energia e Clima di Greenpeace - "Greenpeace si

aspetta dunque che il Governo non abbia esitazioni nell'emanare i

decreti attuativi del bando contenuto nella Legge Finanziaria 2008, e

nel sostenere la proposta più efficace della Commissione europea,

esprimendosi a favore del bando europeo non più tardi di fine 2010".

Passare a sistemi di illuminazione ad alta efficienza è una delle misure

più semplici ed economiche per limitare i danni all'ambiente e

all'economia mondiale. Gli esperti dell'IPCC ci avvertono infatti che le

emissioni globali di gas serra dovranno essere stabilizzate entro il

2015 per evitare che la temperatura media terrestre aumenti di oltre

2°C, un'eventualità che comporterebbe perdite economiche stimate tra il

5% e il 20% del PIL mondiale.

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