Comunicato stampa - 22 aprile, 2007
Si è conclusa oggi la "Maratona eolica" organizzata da Greenpeace in Sardegna a favore dell'energia dal vento e contro i piani del governatore, Renato Soru, favorevoli al carbone. Il percorso odierno ha collegato il territorio dei Comuni di Alà dei Sardi e Buddusò, passando per l'altipiano dei Monti di Alà, dove è attualmente fermo quello che potrebbe diventare il maggiore parco eolico della Sardegna. Il parco aveva superato la valutazione d'impatto ambientale, ma è stato poi bloccato dalla Regione Sardegna, ostile allo sviluppo dell'eolico nell'Isola.
Immagine della "Maratona eolica" organizzata da Greenpeace in Sardegna a favore dell'energia dal vento e contro i piani del governatore, Renato Soru, favorevoli al carbone.
I maratoneti hanno bruciato le tappe, concludendo la seconda
tappa di 25 chilometri in appena 2 ore e mezza. Francesco Galanzino
(il vincitore della Quattro deserti, secondo poche settimane fa
nella prima maratona del Polo Nord), Gigi Muso (campione regionale
di triathlon) e altri hanno tagliato il traguardo per primi.
Qualche problema per il "Re del deserto" Roberto Zanna - uscito da
poco da un infortunio al ginocchio rimediato in Niger -, che ha
tuttavia stretto i denti fino alla fine.
All'arrivo i "runner" sono passati sotto lo striscione "Fateci
girare le pale" rivolto al governatore Soru, che in questi giorni
non ha rilasciato alcuna dichiarazione per replicare alle accuse di
Greenpeace. "Siamo venuti in Sardegna con un'iniziativa sportiva e
positiva per far capire a Soru che sull'eolico si sbaglia, e di
grosso", afferma Francesco Tedesco di Greenpeace: "La Sardegna
potrebbe trarre dal vento la metà dell'energia di cui ha bisogno,
garantendo il triplo dei posti di lavoro del carbone e permettendo
di raggiungere la tanto acclamata indipendenza energetica. La
questione paesaggistica è una bufala: basta solo il 3 per cento del
territorio sardo per dare energia a metà dell'isola".
Dopo avere corso per ore tra pale eoliche e immersi in una
magnifica campagna, gli sportivi non hanno dubbi: l'eolico non
devasta la natura, ma anzi è necessario per salvarci dai
cambiamenti climatici. "Al contrario, il Piano energetico
presentato in Sardegna", continua Tedesco, "è un inno al carbone
che pianifica l'uscita dell'Italia dagli obiettivi di Kyoto: il
Governo intervenga per non lasciare la politica energetica
nazionale nelle mani di un governatore 'carbonaro'. Ne va del
nostro futuro, economico e ambientale".