Comunicato stampa - 10 giugno, 2005
Il tribunale di Colonia, in Germania, ha ordinato oggi alla Monsanto di rendere pubblico un rapporto confidenziale. L'azienda aveva cercato di tenerlo nascosto, ma lo scandalo era scoppiato dopo che un quotidiano inglese, “Independent On Sunday”, aveva pubblicato i risultati dello studio, di circa 1000 pagine.
Il tribunale di Colonia, in Germania, ha ordinato alla Monsanto di rendere pubblico un rapporto confidenziale sul mais OGM MON 863.
Il tribunale di Cologna, in Germania, ha ordinato oggi alla
Monsanto di rendere pubblico un rapporto confidenziale. L'azienda
aveva cercato di tenerlo nascosto, ma lo scandalo era scoppiato
dopo che un quotidiano inglese, "Independent On Sunday", aveva
pubblicato i risultati dello studio, di circa 1000 pagine.
Greenpeace aveva fatto richiesta di accesso ai documenti in
Germania in base ad una norma europea che stabilisce il diritto del
pubblico di visionare ogni documento relativo alla valutazione dei
rischi delle piante geneticamente modificate. Dopo che le autorità
tedesche avevano autorizzato l'accesso, Monsanto ha fatto causa al
governo per impedire la pubblicazione dello studio. Greenpeace si è
affiancata al governo tedesco nella causa e con la decisione di
oggi lo studio originale dovrà essere reso pubblico.
È un successo importante, sia per Greenpeace che per i
consumatori. La strategia della Monsanto basata su segreti e
mancanza di trasparenza è fallita, ed ora la documentazione potrà
essere analizzata da fonti indipendenti" afferma Federica Ferrario,
campagna Ogm di Greenpeace.
Lo studio sull'alimentazione dei topi ha riscontrato effetti
"significativi" nel sangue e negli organi dei topi nutriti con il
mais transgenico Mon863. Diversi scienziati europei, che hanno
potuto visionare lo studio, hanno già espresso preoccupazione circa
le conseguenze sulla salute e sulla sicurezza di questo mais OGM.
Monsanto non nega l'esistenza di significativi effetti sulla salute
dei topi, ma sostiene che tali effetti non sono stati causati dal
mais transgenico. Secondo l'opinione di diversi esperti però, le
argomentazioni di Monsanto non sono sufficienti per placare le
preoccupazioni.
Il 24 giugno, il Consiglio dei Ministri dell'EU deciderà se
concedere o no l'autorizzazione per l'importazione e l'uso del
Mon863 nel nostro cibo. È quasi impossibile analizzare lo studio
degli effetti sulla salute, lungo piu' di 1.000 pagine, per quella
data; in particolare perché ci si aspetta anche che Monsanto si
rivolga nuovamente alla Corte facendo appello contro la decisione
appena presa, e quindi ritardando ulteriormente la pubblicazione
dei documenti.
"Gli stati europei devono dare un chiaro segno nell'interesse
dei propri cittadini, negando l'autorizzazione al mais transgenico.
Se ciò non avvenisse, il mais OGM potrà essere autorizzato dalla
Commissione europea senza nessuna altra consultazione o votazione,
è ciò potrà avere gravi conseguenze" conclude Ferrario.