Comunicato stampa - 13 giugno, 2005
Il Ministro Matteoli interviene a Montecatini in occasione dell'apertura della Convenzione sulla Biodiversità. "Il nostro paese - commenta Sergio Baffoni di Greenpeace - importa legno da paesi nei quali l'erosione delle foreste si traduce in un rapido declino della biodiversità, anche a causa del taglio illegale". Occorrono quindi misure contro il taglio illegale del legno e finanziamenti.
Il taglio illegale del legno distrugge le foreste primarie e danneggia la biodiversità.
La perdita di biodiversità ha ormai raggiunto livelli
paragonabili a quando sono scomparsi i dinosauri, 65 milioni di
anni fa. Questa crisi è strettamente legata al declino delle
foreste, che ospitano circa i due terzi della biodiversità
terrestre, e al sovrasfruttamento dei mari. "È necessario agire
immediatamente. Ma cosa fa l'Italia per proteggere la biodiversità?
Il nostro paese importa l'80% del legname impiegato dalla propria
industria e nei paesi esportatori l'erosione delle foreste si
traduce in un rapido declino della biodiversità, soprattutto perché
grandi quantità di legno provengono da taglio illegale. Ma il
governo italiano non si è ancora dotato di strumenti per fermare
questo traffico" così commenta Sergio Baffoni, della campagna
foreste di Greenpeace, l'intervento del ministro Matteoli a
Montecatini, in occasione dell'incontro della Convenzione sulla
Biodiversità sulle aree protette che si è aperto oggi.
Greenpeace sottolinea come una grande parte della biodiversità
da proteggere si trovi in Paesi in via di sviluppo, che non
dispongono dei mezzi finanziari per le aree protette già esistenti,
né tanto meno per estenderle. 25 miliardi di dollari è la somma
stimata come necessaria per un serio programma mondiale di
protezione della biodiversità. Una somma ingente, ma che avrebbe un
ritorno tra i 4.400 e i 5.200 miliardi di dollari in termini di
beni e servizi forniti dagli habitat da proteggere.
"Se l'Italia vuole mostrare di avere preso seriamente a cuore la
protezione della biodiversità, deve impegnarsi da ora ad accrescere
significativamente il proprio contributo al fondo ambientale (GEF).
Senza un adeguato finanziamento, il migliore dei programmi sarà
condannato a restare sulla carta" sostiene Baffoni.
E per la tutela della biodiversità marina, l'ammiraglia di
Greenpeace "Rainbow Warrior" sta conducendo in questi giorni un
tour per chiedere il bando internazionale della pesca a strascico
in profondità. Un tema che interessa anche il Mediterraneo.
"Malgrado il bando delle reti derivanti o spadare, il governo
italiano continua, di fatto, a permetterne l'impiego, causando
l'inutile morte di migliaia di cetacei" prosegue Baffoni.