Comunicato stampa - 15 novembre, 2006
Nonostante la condanna di tutto il mondo, e lo scarso sostegno in Giappone, una flotta di sei baleniere è in partenza domani dal porto di Shimonoseki per andare a uccidere circa mille balene nel Santuario dell'Oceano Antartico. Greenpeace chiede al governo giapponese di tenere la flotta della vergogna in porto, fermare questo fasullo programma di ricerca e tutelare le specie protette invece di cacciarle.
Dalla Yushin Maru, nave da caccia della flotta giapponese, parte un primo arpione che ferisce una balena. Ma servono altri tre colpi di arpione per uccidere la balena ferita in fuga.
Con quello che viene chiamato uno "studio di fattibilità" per
allargare la "ricerca" sulle balene, la flotta giapponese intende
arpionare 935 balenottere minori e 10 balenottere comuni,
classificate come specie protetta. La flotta partirà domani per far
ritorno in Giappone a marzo con la carne di balena già inscatolata
per la vendita.
"Chiamare questo piano di caccia una ricerca scientifica è un
insulto alla scienza, al popolo giapponese e alla comunità
internazionale", ha dichiarato Alessandro Giannì, responsabile
Campagna Mare di Greenpeace. "Il piano è solo una scusa per
ricominciare la caccia baleniera, anche se la carne delle balene ha
così poco mercato che viene usata per preparare cibo per cani". Che
questa carne non abbia mercato lo ha confermato l'ambasciatore del
Giappone in Islanda che all'offerta islandese, di esportare carne
di balena in Giappone, ha risposto che il suo Paese ha i magazzini
pieni di carne invenduta. Secondo un sondaggio di giugno 2006, il
95 per cento dei giapponesi non mangia mai o molto di rado carne di
balena, mentre il 70 per cento è contro la caccia baleniera
nell'Antartico.
Durante la scorsa stagione di caccia, la flotta della vergogna
ha percorso migliaia di miglia nel Santuario dell'Oceano Antartico
per completare la prima fase del nuovo "studio di fattibilità",
cioè per vedere se potevano uccidere circa mille balene. Hanno
capito che potevano farlo, tranne quando gli attivisti di
Greenpeace si sono messi tra i loro arpioni e le balene.
La decisione di oggi arriva a cinque mesi dalla risoluzione
della Commissione Baleniera Internazionale che giudicava "non più
necessaria d'ora in avanti" la moratoria sulla caccia alla balena.
Quella risoluzione è stata presa grazie alla compravendita di voti
del Giappone che acquista il sostegno di paesi in via di sviluppo
in cambio di sussidi. "I Paesi come l'Italia devono cercare alleati
per fermare questa vergogna. In particolare, tutti gli Stati membri
dell'Ue dovrebbero impegnarsi a partecipare alla prossima riunione
della Commissione Baleniera e votare compatti a favore delle
balene. Chiediamo al ministro dell'Ambiente, Pecoraro Scanio, di
lanciare un appello in questo senso ai suoi colleghi al prossimo
Consiglio Ambiente dell'Unione Europea, a dicembre".