Comunicato stampa - 28 aprile, 2010
«L'Italia e gli altri stati membri dovrebbero seguire l'esempio austriaco e opporsi all'agenda pro-Ogm della Commissione europea, facendo in modo che non venga più concessa alcuna autorizzazione per gli organismi geneticamente modificati fino a quando i rischi per la salute, l'ambiente e gli impatti socioeconomici non saranno adeguatamente valutati, come richiesto all'unanimità dal Consiglio Ue già da dicembre 2008» commenta Federica Ferrario, responsabile campagna Ogm di Greenpeace, alla notizia dell’entrata in vigore del nuovo bando austriaco contro la patata Amflora.
L'agricoltura biologica è l'unica soluzione per il futuro del nostro cibo
I dubbi sulla sicurezza della patata transgenica sono fondati:
contiene un gene che trasmette la resistenza ad alcuni antibiotici
e che potrebbe far aumentare la resistenza dei batteri a farmaci
salvavita. A lanciare l'allarme sono l'Organizzazione Mondiale
della Sanità e l'Agenzia europea per i medicinali che hanno già
messo in guardia circa "l'importanza critica" degli antibiotici
colpiti dalla patata Ogm, contenuti nel prontuario nazionale dei
farmaci e quindi considerati "ufficialmente utili" dal Ministero
della Salute.
Secondo le attuali norme europee, i geni per la resistenza agli
antibiotici che potrebbero avere effetti avversi sulla salute umana
e l'ambiente avrebbero dovuto essere gradualmente eliminati già
dalla fine del 2004. Inoltre, l'Efsa non ha valutato gli impatti di
questa patata geneticamente modificata sull'ambiente.
«Il presidente della Commissione Ue Barroso e il commissario
Dalli stanno tentando di imporre con la forza gli Ogm nel nostro
cibo e nei nostri campi, senza tenere in considerazione la mancanza
di un'adeguata valutazione dei rischi ambientali e sanitari,
l'opinione pubblica, la volontà degli stati membri e il parere
degli scienziati», conclude Ferrario.
Secondo un sondaggio fatto da Greenpeace Germania sulle catene
di fast-food, tutti i colossi hanno già detto no alla patata Ogm.
Interpellati dalla Ong tedesca, le 10 principali aziende del
settore hanno annunciato di non voler utilizzare patate
transgeniche nei loro menù.
Il motivo e' semplice: i consumatori non vogliono mangiare Ogm e
queste aziende temono il conseguente danno d'immagine.
Tra le aziende interpellate ci sono gli americani McDonald's,
Burger King, PepsiCo e Procter & Gamble e i tedeschi LSG, Rast
& Tank, Nordsee, Intersnack, Agrarfrost e Lorenz Bahlsen
Snack-World.
Intanto prosegue la petizione per chiedere una moratoria degli
Ogm a livello europeo, che ha già superato le 600.000 adesioni.
Notes: Link Petizione:
http://www.greenpeace.org/italy/futuro-libero-da-OGM