Comunicato stampa - 22 maggio, 2008
Unilever, Nestlé, Procter & Gamble e Kraft sono tra le grandi multinazionali che condividono la cosiddetta “carbon liability” ovvero la responsabilità ambientale ed economica legata all'immissione di gas serra (GHG) in atmosfera a causa dell’espansione industriale della palma da olio in Indonesia. A differenze delle altre, lo scorso aprile Unilever ha riconosciuto formalmente i problemi globali legati all’espansione della palma da olio e la necessità di riformare drasticamente il settore, appoggiando una moratoria per fermare la deforestazione.
Attivisti di Greenpeace, travestiti da oranghi, protestano davanti alla sede Unilever di Roma per denunciare la deforestazione del Borneo causata dall'olio di palma.
Tuttavia i principali fornitori di Unilever stanno tuttora
determinando la distruzione di ampie aree di foreste pluviali e
persino degradando torbiere molto profonde, considerate aree
protette in Indonesia. La legge indonesiana, infatti, stabilisce
che i terreni da destinare alla coltivazione di palma da olio non
possono estendersi su aree di torbiere più profonde di due metri.
Greenpeace stima che la profondità media delle torbiere delle
recenti aree convertite a palma da olio superi i 3 metri.
È drastico l'effetto sul clima per gli enormi quantitativi di
CO2 che si liberano in atmosfera una volta che le foreste vengono
incendiate o degradate. Le emissioni sono destinate ad aumentare
sensibilmente nei prossimi anni: più del 50% delle aree previste
nei piani di espansione dei grandi produttori di olio di palma
ricadono in aree attualmente occupate da torbiere.
"L'impegno di Unilever è un segnale che deve arrivare forte e
chiaro al mondo degli azionisti e delle multinazionali" - dichiara
Chiara Campione, responsabile campagna Foreste di Greenpeace - "Uno
stop alla distruzione delle foreste e torbiere indonesiane è di
vitale importanza per salvare il clima e gli ultimi oranghi del
Borneo e di Sumatra dall'estinzione."
Multinazionali, produttori e fornitori responsabili dovranno
quindi invertire al più presto la rotta verso un approccio diverso
per ridurre la loro responsabilità nelle emissioni di gas serra
(GHG) derivanti dalle proprie filiere produttive. Essi devono
supportare, così come ha fatto Unilever, un'immediata moratoria per
fermare la deforestazione in Indonesia, sostenere e applicare delle
sanzioni economiche e disinvestire da quei gruppi corporativi
coinvolti nella conversione di foresta pluviale e torbiere
indonesiane.
Notes: Rapporto integrale in inglese:
http://www.greenpeace.org/international/press/reports/hidden-carbon-liability-of-palm-oil
Sintesi in italiano:
http://www.greenpeace.org/raw/content/italy/ufficiostampa/file/unilever-palma