Comunicato stampa - 6 ottobre, 2009
Alcuni attivisti di Greenpeace questa mattina davanti al Pirellone di Milano hanno portato finti fusti radioattivi per chiedere al Presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni, una presa di posizione chiara sul nucleare.
Attivisti in azione contro il nucleare davanti al Pirellone di Milano
"Prima di chiedere al Governo di trasferire alla regione
Lombardia le competenze in materia di ambiente, Formigoni dovrebbe
avere la grazia di spiegarci se intende lanciare la Lombardia
nell'incubo del nucleare, o verso un futuro energetico pulito,
sicuro e in grado di garantire più posti di lavoro e meno
emissioni", afferma Francesco Tedesco, responsabile della campagna
Energia e Clima di Greenpeace.
Con la Legge 99/2009, che riporta il nucleare in Italia, il
Governo ha deciso infatti di scavalcare le competenze regionali in
materia di energia e governo del territorio. Undici regioni hanno
recentemente presentato ricorso alla Corte Costituzionale in quanto
la legge è palesemente in contrasto con quanto stabilito dal titolo
V della Costituzione. Tra queste manca all'appello la regione
Lombardia, che potrebbe ospitare uno o più reattori sul suo
territorio. Oggi è in discussione al Consiglio regionale lombardo
una mozione sul tema nucleare.
Nel giugno 2008 Formigoni aveva dichiarato che "ogni discorso
sulla localizzazione in Lombardia di eventuali centrali è del tutto
prematuro". Otto mesi dopo, nel febbraio 2009, ci ripensava
affermando di essere "favorevole alla decisione del Governo, perché
il nucleare libera il paese dalla dipendenza dal gas e dal
petrolio".
"Non si possono prendere in giro i cittadini su temi così
importanti come il nucleare. Se a Formigoni interessa davvero la
salvaguardia dell'ambiente possiamo rassicurarlo: il nucleare è
pericoloso e non darà alcun contributo alla riduzione dei gas serra
entro il 2020" osserva Tedesco. "Chiediamo a Formigoni di
esprimersi contro il nucleare, o di affrontare adesso il peso
politico di questa scelta".
Dopo sessant'anni spesi inutilmente nella ricerca, il nucleare
rimane una fonte rischiosa, costosa e non si è trovato alcun modo
per gestire in sicurezza le scorie radioattive. Quando gli impianti
giungeranno a fine vita, i costi delle scorie e dello
smantellamento saranno scaricati sulle spalle dei contribuenti e
dello Stato. Fonti rinnovabili e misure di efficienza energetica
sono mature e potranno fornire l'88% del fabbisogno energetico
europeo al 2050, senza i costi e i rischi del nucleare (1).
Il rapporto "Working for the Climate" sviluppato da Greenpeace
ed EREC (il Consiglio europeo per l'energia rinnovabile) mostra che
puntare su rinnovabili ed efficienza in Italia permetterebbe di
raggiungere almeno 100 mila occupati diretti al 2030. A questi
andrebbero aggiunti i lavoratori dell'indotto, valutabili nello
stesso ordine di grandezza (2).
Notes: LINK:
(1) Link rapporto Energy Revolution Europa:
http://www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/rapporti/energia-pulita-europa
(2) Link rapporto Working for the climate:
http://www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/rapporti/green-jobs