Comunicato stampa - 20 settembre, 2006
Circa il 34 per cento dell'energia mondiale potrà essere fornita dal vento entro il 2050. Lo afferma il rapporto "Global Wind Energy Outlook 2006" diffuso oggi ad Adelaide (Australia) da Greenpeace insieme al Global Wind Energy Coulcil (GWEC), l'associazione che raggruppa circa 1500 società ed istituzioni in 50 Paesi, tra cui i maggiori produttori di turbine eoliche.
L'energia eolica è tra tutte le fonti di energia rinnovabile, probabilmente quella che più di tutte può essere utilizzati su larga scala e in tempi brevi.
Secondo il rapporto, il vento permetterà di "risparmiare", ossia
non emettere in atmosfera, ben 110 miliardi di tonnellate di CO2 da
qui al 2050, pari alle emissioni di anidride carbonica dell'intera
Europa in circa 25 anni. Finora la crescita dell'eolico è stata
notevole, se paragonata alle altre fonti rinnovabili. Dal 1995 al
2005 la potenza installata nel mondo è cresciuta di dodici volte,
passando da 4.800 Megawatt a quasi 60 mila Megawatt. Ben 11.500
Megawatt sono stati installati solo nel 2005. L'industria eolica è
oggi presente in ben 50 Paesi nel Mondo. Germania, Spagna, USA,
India e Danimarca sono tra i Paesi che più hanno creduto e
investito nella nuova fonte rinnovabile, ma anche l'Italia,
l'Olanda, la Cina, il Giappone il Portogallo e la Gran Bretagna
stanno lanciando interessanti segnali di sviluppo.
"L'abbattimento delle emissioni di CO2 del 50% al 2050 -
obiettivo minimo per contenere l'aumento della temperatura
terrestre al di sotto dei due gradi centigradi - potrà essere
raggiunto solamente se l'energia eolica verrà sviluppata con
determinazione fin da ora" afferma Francesco Tedesco, responsabile
campagna clima di Greenpeace. "In futuro l'eolico giocherà un ruolo
importante nel panorama energetico mondiale, ma il vero problema è
il tempo. Se vogliamo fermare il riscaldamento globale occorre
sviluppare le fonti rinnovabili il più velocemente possibile.
L'Italia è ancora in ritardo: serve uno sforzo coerente per una
politica seria sull'eolico, sia a livello centrale che locale".
Greenpeace chiede ai Governi di tutto il mondo di bloccare gli
aiuti economici all'industria che ricava i propri profitti dalle
fonti fossili e dal nucleare e sostenere invece un'industria che è
fonte di sviluppo e occupazione. Il numero di nuovi posti di lavoro
creati dall'industria eolica potrà variare tra i 480 mila e i 2,1
milioni. Sovvenzionare petrolio e carbone, inoltre, significa
sovvenzionare lo scioglimento dei ghiacciai, favorire
l'intensificarsi di eventi climatici estremi, e contribuire
all'innalzamento della temperatura media terrestre.
"L'energia eolica è pulita e indipendente dal prezzo del
petrolio" ha affermato Arthouros Zervos, Presidente di GWEC, "un
futuro energetico dominato dall'eolico non è fantasia. La
tecnologia è matura e vi sono le possibilità di svilupparla su
larga scala. Le scelte politiche degli anni a venire
influenzeranno il clima e la situazione economica del mondo
intero".
Notes: Leggi il "Global Wind Energy Outlook 2006" (in inglese, spagnolo e francese): http://www.greenpeace.org/international/press/reports/globalwindenergyoutlook