Comunicato stampa - 20 maggio, 2005
Greenpeace e WWF sostengono i principi cardine della riforma della politica chimica europea, REACH, ma ritengono che, affinché la futura legislazione possa realmente tutelare l'ambiente e la salute dei cittadini, debba essere introdotto l'obbligo di sostituzione di quei composti particolarmente pericolosi laddove esistano alternative più sicure.
Greenpeace e WWF affermano la necessità di introdurre nel REACH il principio di sostituzione, a tutela del diritto alla salute dei cittadini.
Greenpeace e WWF sostengono i principi cardine della riforma
della politica chimica europea, REACH, ma ritengono che, affinché
la futura legislazione possa realmente tutelare l'ambiente e la
salute dei cittadini, debba essere introdotto l'obbligo di
sostituzione di quei composti particolarmente pericolosi laddove
esistano alternative più sicure. L'attuale bozza del documento
permette l'autorizzazione all'uso di composti altamente pericolosi
non giudicando l'esistenza di composti alternativi più sicuri una
ragione sufficiente per negarne l'autorizzazione. Eppure, a
livello europeo e non solo, alcuni grandi gruppi industriali e
della grande distribuzione hanno espresso, pubblicamente,
l'auspicio di una nuova normativa europea davvero efficace,
sottolineando come le industrie non possano ignorare la volontà dei
consumatori, la cui quasi totalità, ben il 93% (Eurobarometro
2002), ritiene che le sostanze chimiche abbiano un impatto negativo
sulla salute. Tra le aziende che sostengono la necessità di un
efficace Regolamento delle sostanze chimiche, H&M, Boots, Marks
& Spencer, EURO COOP ed Electrolux hanno già avviato politiche
di sostituzione di alcuni composti pericolosi.
Durante l'incontro di questa mattina a Roma, organizzato da WWF
e Greenpeace, cui partecipano lo Swedish Chemicals Inspectorate,
B&Q e Castorama Italia (entrambi del gruppi King Fisher),
Aboca, Novamont e Coop Italia si è dimostrato come questa esigenza
sia fortemente sentita anche a livello nazionale e come l'adozione
di una legislazione davvero efficace costituisca una spinta
positiva verso la competitività e non un freno.
Il controllo e la classificazione delle sostanze chimiche
esistenti è stato finora troppo limitato, lento e inefficace.
REACH, invece, contribuirà a promuovere un'industria innovativa per
produzioni più sane. La Commissione Europea ha calcolato che il
nuovo Regolamento potrebbe far risparmiare costi sanitari per 50
miliardi nei prossimi 30 anni. Non solo, consentirà di produrre
nuove sostanze chimiche e una normativa unica e coerente che
sostituisca un insieme complesso di diverse leggi europee. Il
sistema normativo attuale, infatti, si basa su circa 40 leggi che
rendono complicate le procedure e non incoraggiano l'innovazione e
la sostituzione. Sono sempre di più, fortunatamente, le imprese che
fanno del principio di sostituzione uno strumento cardine per la
gestione del rischio legato alle sostanze chimiche, cogliendo
un'opportunità reale di innovazione e competitività. Il principio
di sostituzione è uno strumento importante, in particolare per
l'industria chimica, come ha recentemente ribadito, in una
conferenza stampa congiunta con Greenpeace, la CIA, l'associazione
dell'industria chimica britannica. I benefici potenziali della
sostituzione delle sostanze chimiche più pericolose possono essere
considerati, quindi, da più punti di vista: da quello politico,
ambientale e sociale, alla crescita dell'eco-innovazione e
concezione ecologica di materiali e beni di consumo, che potranno
riflettersi anche su tutto il ciclo di gestione dei rifiuti. Un
REACH più forte è la richiesta non solo di WWF e Greenpeace, ma
un'esigenza sentita dai consumatori europei e dalle aziende che
vogliono puntare sulla sicurezza e la qualità.