Comunicato stampa - 10 settembre, 2007
Greenpeace, all'interno della coalizione "Italia-Europa Liberi da Ogm", promuove la grande consultazione nazionale sul tema degli OGM, che partirà il prossimo 15 settembre, affinché l'agricoltura italiana sia basata su qualità, sicurezza e quindi libera da organismi geneticamente modificati.
"La coesistenza fra coltivazioni OGM, biologiche e tradizionali
è impossibile." - dichiara Federica Ferrario, responsabile campagna
OGM di Greenpeace - "Solo scegliendo un modello di sviluppo
sostenibile, che interessi anche l'alimentazione animale, i
prodotti italiani potranno continuare a essere simbolo di genuinità
e tradizione."
In Europa il rischio di contaminazioni OGM è elevato. Solo pochi
giorni fa gli attivisti di Greenpeace hanno messo in quarantena
l'isola di Braila, in Romania, dopo che investigazioni sul campo
hanno rivelato la presenza di coltivazioni di soia OGM illegale. In
Francia, invece, in contemporanea, gli attivisti hanno marchiato in
rosso un campo di mais OGM Monsanto (il MON810), illegalmente
coltivato, per renderlo chiaramente identificabile. "Questo
rilascio in ambiente di OGM mette in pericolo ambiente e
biodiversità" - continua Ferrario.
Oggi oltre il 90 per cento degli OGM importati in Europa,
consiste in soia e mais destinati alla mangimistica. Mentre i
consumatori continuano a dire no ai cibi transgenici e sono sempre
di più le aziende che hanno una policy non-OGM per i loro prodotti
(27 delle 30 principali catene di supermercati a livello europeo),
gli organismi geneticamente modificati, 20 milioni di tonnellate
ogni anno, attraverso l'alimentazione animale si insinuano nella
filiera alimentare anche di prodotti apprezzati e tutelati, come il
Parmigiano-Reggiano.
"Il prossimo bersaglio del mondo biotech, è la nostra
agricoltura, il nostro territorio. Dal 15 settembre al 15 novembre
si potrà votare sì per un modello agroalimentare sano, sicuro e
completamente libero da OGM" - conclude Ferrario - "Invitiamo i
nostri sostenitori a partecipare a questo referendum: è
un'occasione importante per difendere l'agricoltura italiana oltre
che la tipicità dei nostri prodotti. Un settore che deve continuare
a caratterizzarsi per la sicurezza ambientale e alimentare e che
punti sulla qualità, caratteristiche che sono incompatibili con la
presenza OGM."