Comunicato stampa - 21 aprile, 2008
Pianificazione a medio e lungo termine insieme al coinvolgimento della popolazione locale e non mera gestione dell’emergenza dei rifiuti. Queste le due linee guida proposte da Greenpeace che ancora mancano sul territorio campano e che ancora non si leggono nella programmazione del nuovo governo oggi riunito nel primo consiglio dei ministri proprio a Napoli.
Banchetto informativo di Greenpeace sulla raccolta differenziata domiciliare in un condominio di Napoli. Una volontaria dà a un condomino il bidoncino e i sacchetti per partecipare al progetto "Differenziamoci".
Si parla solamente di fasi di commissariamento, aperture di
discariche, costruzione di inceneritori. Le stesse, identiche
misure proposte da ben 14 anni e che da allora a oggi non hanno
condotto la Campania a gestire i propri rifiuti in maniera
corretta. Inoltre, "la mancanza di un piano a medio e lungo termine
contenente misure strutturali da parte delle autorità italiane è
alla base della decisione di Bruxelles di deferire l'Italia alla
Corte."
In sintesi, Greenpeace sostiene l'importanza di adottare una
pianificazione che dia priorita' alla prevenzione dei rifiuti, alle
raccolte differenziate porta a porta e al compostaggio della
frazione organica. Strategie capaci di premiare in tempi rapidi le
amministrazioni che le realizzano. Proprio lo scorso gennaio,
l'associazione ha condotto una esperienza di raccolta differenziata
porta a porta, coinvolgendo 50 famiglie di due condomini del
capoluogo campano. In una sola settimana e' stato raggiunto il 73%
di separazione dei rifiuti, dimostrando che il sistema puo' essere
vincente anche in una realta' cosi' difficile come quella di
Napoli.
Greenpeace nelle scorse settimane ha chiesto a Comune di Napoli
e azienda di igiene urbana di avviare in tempi brevissimi, almeno
in un quartiere, la raccolta domiciliare. Gli esperti di Achab
hanno sottolineato come molto spesso il tempo impiegato per far
partire questo sistema venga raddoppiato solo per convincere gli
amministratori. Come nel caso di Avellino, dove sono stati
necessari dieci mesi di incontri con i politici e l'azienda
municipale per far accettare questo sistema, mentre ne serviranno
solo altri cinque per la sua organizzazione pratica. Nella città di
Torino, dopo circa tre anni di lavoro, Achab Group è riuscita a
servire un'utenza di 260.000 abitanti grazie all'adozione in modo
progressivo della raccolta differenziata a domicilio, che ha
raggiunto quote di oltre il 60%. Esperienze del genere del resto
sono già patrimonio in oltre cento comuni della Campania.
A livello nazionale sta crescendo il movimento dei comitati che
si battono per una corretta gestione dei rifiuti. È un ulteriore
tassello da tenere in considerazione in fase di programmazione.
Cittadini che lavorano in una direzione propositiva affinche' i
propri territori possano perseguire la strategia "Rifiuti Zero". Un
percorso che vuole premiare le prime fasi della gestione dei
rifiuti (prevenzione, raccolta, riciclo e recupero) e abbattere
tutte le fasi finali del ciclo, ovvero di smaltimento dei
rifiuti.