Comunicato stampa - 15 dicembre, 2006
Greenpeace apprezza le parole del ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, che ribadisce l’impegno per una “decisa crescita delle energie rinnovabili in Italia”. Si tratta, tuttavia, di un tema che non è tra le competenze dirette del ministero dell’Ambiente, ma di quello dello Sviluppo economico, retto dal ministro Pierluigi Bersani.
Attivisti di Greenpeace in azione a Porto Tolle per dire no al carbone e chiedere all'Enel e al Governo impegni concreti per ridurre le emissioni di CO2, rispettare gli obiettivi di Kyoto e investire seriamente sulle fonti rinnovabili
I piani di riconversione a carbone di diverse centrali in Italia
rappresentano un ostacolo irremovibile sulla strada degli impegni
previsti dal Protocollo di Kyoto e un tradimento del programma
dell'Ulivo. Purtroppo, nonostante le trattative in corso, da
Bersani non è ancora giunta alcuna risposta. Nel frattempo,
l'azione alla centrale Enel di Porto Tolle continua: Greenpeace ha
sgomberato il blocco alla base della ciminiera di Porto Tolle, ma
una dozzina di climber rimangono ancora in cima.