Centrali solari a concentrazione in Spagna
"Energy [R]evolution, una prospettiva sostenibile per l'energia
globale" presenta un programma, dettagliato e pragmatico, per
ridurre le emissioni di CO2, garantendo allo stesso tempo la
crescita economica e la salvaguardia dell'ambiente, sostituendo i
combustibili fossili con efficienza energetica ed energie
rinnovabili.
«Il nostro scenario di Rivoluzione Energetica mostra come si
possono eliminare i costi imprevedibili dei combustibili fossili,
comprese le distruzioni ambientali legate all'estrazione mineraria
e alla esplorazione petrolifera cui sono associati rischi come
l'ultima catastrofe causata da BP nel Golfo del Messico» spiega
Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace.
Lo studio Energy [R]evolution mostra come è possibile creare,
entro il 2030, dodici milioni di posti di lavoro, di cui otto e
mezzo soltanto nel settore delle fonti rinnovabili. Allo stato
attuale, i posti di lavoro in energie rinnovabili sono soltanto 2,4
milioni a fronte di 8,7 del settore energetico a livello mondiale.
Invece, attuando Energy [R]evolution, si creerebbero 3,2 milioni di
nuovi posti di lavoro, il 33 per cento in più di quelli attuali,
sempre nel settore dell'energia.
Il mercato globale per le tecnologie rinnovabili, entro il 2030,
passerà dagli attuali 100 miliardi di dollari l'anno, a più di 600
miliardi di dollari.
La chiave per rendere Energy [R]evolution una realtà sta nel
creare un sistema in cui i costi degli investimenti nel settore
siano condivisi in modo equo. Uno di questi meccanismi, affrontato
nello studio di Greenpeace, è il "Greenhouse Development Rights"
che calcola quote nazionali di obbligazioni globali di gas a
effetto serra. Le quote sono basate su una combinazione di
responsabilità (contributo ai cambiamenti climatici) e capacità
finanziaria.
«Il rapporto Energy [R]evolution 2010 - spiega Onufrio - delinea
i percorsi possibili per raggiungere il 100 per cento di energie
rinnovabili. Non ci sono ostacoli tecnologici, mentre sono evidenti
i vantaggi dal punto di vista ambientale e dei posti di lavoro. Gli
ostacoli sono invece di tipo politico. Anche in Italia assistiamo
al tentativo miope del governo di bloccare - nella proposta della
legge Finanziaria - quegli strumenti e incentivi che hanno permesso
solo negli ultimissimi anni il decollo delle fonti rinnovabili nel
nostro Paese. Chiediamo al governo di rinsavire cancellando la
norma che elimina il ritiro obbligatorio dei certificati verdi e di
rifinanziare gli incentivi fiscali del 55% su efficienza e
rinnovabili nell'edilizia».
Nello scenario di Energy [R]evolution, le emissioni globali di
CO2 raggiungerebbero il picco nel 2015 per poi cominciare a
scendere. Rispetto al 1990, nel 2050 le emissioni di CO2
diminuiranno dell'ottanta per cento se l'approvvigionamento
energetico sarà basato esclusivamente su fonti "pulite". Entro il
2050, circa il 95 per cento dell'elettricità potrebbe essere
prodotta da fonti energetiche rinnovabili.
Notes: http://www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/rapporti/rivoluzione-energetica-2010