Comunicato stampa - 9 marzo, 2007
Gli orsi polari di Greenpeace sono soddisfatti. Avevano manifestato di fronte a Palazzo Chigi lunedì scorso chiedendo l'adozione di obiettivi vincolanti per lo sviluppo delle fonti rinnovabili. Oggi plaudono al coraggio dei leader europei e alla tenacia del Presidente di turno, Angela Merkel.
Gli effetti del cambiamento climatico: la desertificazione in Australia.
"È questa la più importante decisione presa da due anni a questa
parte, dopo la ratifica del Protocollo di Kyoto nel febbraio 2005"
commenta Francesco Tedesco, responsabile Campagna Energia e Clima
di Greenpeace. "Con questa svolta storica l'Europa si mette al
primo posto nella lotta al cambiamento climatico, dobbiamo essere
davvero orgogliosi di questo, anche se incombe ancora la minaccia
del nucleare".
L'Europa si impegna unilateralmente a effettuare una riduzione
dei gas serra del 20 per cento entro il 2020. Nessun Paese ha mai
adottato un simile impegno. Si deve tuttavia ricordare che le
attuali conoscenze scientifiche stimano che per fermare il
cambiamento climatico è necessario un "taglio" del 30 per cento al
2020 delle emissioni mondiali.
"L'obiettivo vincolante del 20 per cento di energia rinnovabile
entro il 2020 è un'altra grande vittoria. Per sostenere al massimo
lo sviluppo delle fonti pulite, sarebbe necessario dividere
quest'unico obiettivo per l'energia primaria in obiettivi specifici
per i settori dell'elettricità e degli usi termici, come è già
stato fatto per i trasporti" prosegue Tedesco. "La svolta di oggi
ci fa guardare con fiducia ai futuri vertici europei e mondiali sul
clima. Ci auguriamo che anche Paesi come Usa e Australia,
attualmente fuori dal Protocollo di Kyoto, si impegnino a ridurre
le proprie emissioni di gas serra".
L'impegno ad aumentare la quota dei biocarburanti fino al 10 per
cento al 2020, infine, è condivisibile, ma sono necessarie precise
regole per garantire che la produzione delle biomasse avvenga nel
pieno rispetto dell'ambiente.
VVPR info: Chiedi le foto, in alta risoluzione, degli orsi polari: foto@greenpeace.it