Comunicato stampa - 23 gennaio, 2007
Cormorani, urie, sule, uccelli delle tempeste, berte, petrelli. Sono questi gli uccelli marini pelagici che stanno soffrendo maggiormente per l'incidente della nave "Napoli" nel Canale della Manica.
Il numero di uccelli pelagici marini con le ali coperte di idrocarburi aumenta e per molti di loro non bastano le cure degli esperti.
Man mano che le ore passano aumenta il numero degli uccelli con
le ali coperte di idrocarburi che vengono ritrovati e per molti di
loro non bastano le cure degli esperti. Sull'ampiezza del fenomeno
non si conoscono ancora le cifre, ma si parla già di diverse
centinaia di uccelli spiaggiati. Per avere una stima orientativa
delle vittime bisognerebbe moltiplicare questa cifra per tre o
addirittura per dieci volte. La specie più colpita è senz'altro
l'uria che in questo periodo torna sulle coste inglesi dove ci sono
importanti siti di nidificazione.
"Al momento l'alta pressione e il vento da nord che allontana il
petrolio dalla costa inglese fanno sperare che si riuscirà a
recuperare il combustibile e contenere i danni, ma il tempo
potrebbe cambiare presto" afferma Alessandro Giannì, responsabile
della campagna Mare di Greenpeace. "Se le condizioni meteo
dovessero peggiorare rischieremmo il disastro ecologico perché
servono diversi giorni per concludere le operazioni di bonifica
appena avviate".