Il rifiuto nei confronti degli Ogm continua a crescere. Lo afferma Greenpeace in un rapporto reso noto oggi che evidenzia come sia in continua crescita l'opposizione a queste coltivazioni da parte di agricoltori, consumatori e governi. Nelle prossime ore anche l'Isaaa (International Service for the Acquisition of Agri-biotech Applications), un organismo finanziato dall'industria biotech, diffonderà il proprio rapporto annuale.
Sono sempre di più gli agricoltori, i consumatori e i governi che si oppongono alle coltivazioni Ogm. Gli organismi geneticamente modificati rappresentano una minaccia per la biodiversità e per la libertà di scelta di ognuno di noi.
Lo scandalo più significativo del 2006 è quello del riso Ogm
della Bayer, LLRICE601. Ad agosto del 2006, il governo statunitense
ha annunciato che significative quantità di riso americano a grana
lunga erano state contaminate da questo riso non autorizzato.
"La reazione al recente scandalo del riso contaminato da Ogm,
che si è esteso anche all'Italia, è stata di enormi proporzioni"
afferma Federica Ferrario, responsabile Ogm di Greenpeace. "Diversi
Paesi hanno bandito gli Ogm, ad esempio la Romania, che aveva
85.000 ettari a soia Ogm nel 2005, scenderà a zero quest'anno, in
linea con la nuova politica del governo".
I produttori di riso della California hanno chiesto di proibire
di tutte le coltivazioni riso Ogm, inclusi i campi sperimentali.
Anche giganti dell'industria del riso, tra cui la spagnola Ebro
Puleva, maggiore trasformatore di riso al mondo, si sono impegnati
sulla strada dell'Ogm free.
In Asia, l'associazione di esportatori di riso dell'India, ha
formalmente richiesto al governo indiano di proibire i campi
sperimentali di riso Ogm laddove si coltiva il riso Basmati.
Numerosi campi sperimentali sono stati bruciati per il timore di
contaminazioni.
"I rischi per il sostentamento degli agricoltori in India sono
chiari. Il fallimento del cotone Bt mostra chiaramente che gli Ogm
sono pericolosi per l'uomo e per l'ambiente. Chiediamo la
distruzione dei campi sperimentali di riso Ogm" dichiara Rakesh
Tikait, portavoce di una delle maggiori associazioni agricole
indiane, la Bharathiya Kisan Union.
Gli operatori di Tailandia e Vietnam, due dei maggiori Paesi che
esportano riso, hanno firmato un accordo che li impegna a restare
ge-free, mentre il comitato cinese per la biosicurezza ha richiesto
ancora una volta ulteriori dati e valutazioni sulla sicurezza del
riso Ogm, rinviando ancora una decisione sull'approvazione del
prodotto per il commercio, nonostante il comitato lo stia valutando
da oltre due anni.
"L' Isaaa potrà anche raccontare che le coltivazioni Ogm sono un
successo, ma la reazione globale allo scandalo Bayer del 2006
mostra un quadro molto meno roseo. L'opposizione è globale da parte
di consumatori che non vogliono comprarne, agricoltori che non
vogliono coltivarne e governi che non vogliono autorizzarne"
conclude Ferrario.