Comunicato stampa - 1 giugno, 2007
Si è conclusa stanotte la 59esima riunione dell’IWC - Commissione Baleniera Internazionale - che ha sancito un deciso ribaltamento della Commissione a favore delle balene e contro le pretese di Giappone, Norvegia, Islanda e dei loro clienti di ricominciare la caccia baleniera su scala commerciale.
La 59esima riunione dell'IWC ha sancito un deciso ribaltamento della Commissione a favore delle balene e contro le pretese di alcuni paesi di ricominciare la caccia commerciale.
Tra le risoluzioni più importanti è da annoverare quella sulla
Convenzione di Washington (CITES) che, con 37 voti a favore e 4
contrari, ha ribadito che "la moratoria alla caccia baleniera
commerciale resta in vigore e che le ragioni che hanno portato
all'adozione della moratoria sono ancora rilevanti". Questa
risoluzione ribalta completamente l'impostazione della cosiddetta
"Risoluzione di St. Kitts" sulla quale i Paesi balenieri avevano
ottenuto una risicata maggioranza nella precedente edizione.
Inoltre, il cosiddetto programma scientifico con cui il Giappone
continua ad uccidere balene è stato rigettato dall'IWC con un voto
di 40 a 2. Con lo stesso margine è passata una risoluzione che
sottolinea l'importanza degli usi non letali dei cetacei, a
cominciare dall'osservazione a scopo commerciale (whale watching),
un'industria in espansione che rende evidente il fatto che una
balena vale molto di più da viva che da morta. Anche la proposta
per un Santuario nell'Atlantico Meridionale ha ottenuto la
maggioranza assoluta (39 a 29), pur mancando la maggioranza dei tre
quarti dei 77 Paesi presenti, necessaria all'approvazione
finale.
L'edizione 2007 dell'IWC ha così chiaramente segnalato al
Giappone e ai sui accoliti che la strategia dell'acquisto voti non
paga. Per anni, il Giappone ha, infatti, comprato, con accordi
commerciali o con semplice corruzione, il voto di numerosi Paesi in
Via di Sviluppo che in realtà non hanno alcun interesse nella
caccia baleniera: in alcuni casi, come per la Mongolia o il Mali,
non hanno nemmeno una costa! Per questo motivo, quest'anno
Greenpeace, insieme ad associazioni e diversi Paesi si sono alleati
per far partecipare altri Stati come Grecia e Cipro che, per la
prima volta, hanno votato per le balene e contro la caccia. I
risultati non sono mancati e la maggioranza contro la caccia è
stata talmente evidente che il Giappone ed i suoi alleati hanno
spesso abbandonato il voto.
"Nonostante una chiara maggioranza contro la caccia baleniera,
il Giappone ha dichiarato che l'anno prossimo nel Santuario
Antartico ucciderà oltre un migliaio di balene: balenottere minori
ma anche specie in pericolo come megattere e balenottere comuni" ha
dichiarato Alessandro Giannì, Responsabile della Campagna Mare di
Greenpeace. "Chiediamo a quei Paesi come l'Italia che fino ad ora
sono stati a guardare, di impegnarsi in un'attività diplomatica per
fermare questo massacro: votare contro la caccia all'IWC non
basta."
Greenpeace lamenta l'eccessivo tempo speso all'IWC in litigi
inutili sul possibile ripristino della caccia commerciale: temi ben
più urgenti come l'estinzione completa del delfino di Baiji e
quella ormai prossima del Vaquita, un delfino messicano, sono stati
trattati solo in modo superficiale ed occasionale. Nessuna
attenzione è stata dedicata ai 3.288 cetacei morti mentre la
riunione di Anchorage era in corso, uccisi a causa
dell'inquinamento, del cambiamento climatico e soprattutto dalle
reti o altri attrezzi di pesca, come il capodoglio che pochi giorni
fa è stato trovato ucciso da una spadara italiana a Vibo Valentia.
Infine, Greenpeace è lieta che l'IWC abbia deciso di convocare un
nuovo incontro espressamente dedicato a discutere la sua riforma,
ma questa riunione resterà un vuoto esercizio di equilibrismo
politico se non si vorrà una modernizzazione che permetta di
affrontare efficacemente le principali minacce che in tutto il
mondo uccidono un cetaceo ogni 90 secondi, e di fermare
definitivamente la caccia baleniera. Greenpeace chiede che la
Commissione garantisca che l'andamento della modernizzazione superi
quello dell'estinzione e che l'IWC si trasformi dalla Commissione
Baleniera Internazionale nella Commissione Internazionale per le
Balene.