Comunicato stampa - 27 ottobre, 2008
Affrontare il cambiamento climatico attraverso una “rivoluzione energetica” pulita permetterebbe di risparmiare circa 14mila miliardi di euro nella spesa in combustibili fossili, oltre a sostenere l’occupazione a livello mondiale. È quanto mostra il nuovo rapporto ‘Energy [R]evolution: A Sustainable World Energy Outlook’, presentato oggi da Greenpeace International ed EREC (European Renewable Energy Council) proprio al termine del tour dell’Arctic Sunrise in Italia contro il carbone.
Azione di Greenpeace presso la centrale a carbone E.ON di Fiume Santo.
Il rapporto traccia uno scenario per il futuro sistema
energetico mondiale, in grado di fermare la crescita delle
emissioni di gas serra al 2015. "Per creare un'economia stabile e
fronteggiare la crisi climatica è necessario avviare ora una
rivoluzione del modo con cui produciamo e consumiamo energia"
afferma Giuseppe Onufrio, direttore delle Campagne di Greenpeace,
"Una forte politica europea in materia di energia e clima basata su
efficienza e rinnovabili renderà l'Europa più indipendente dalle
fluttuazioni del prezzo dei combustibili fossili".
Investire nelle tecnologie rinnovabili è una strategia
"win-win-win": vincente per la sicurezza energetica dell'Europa,
vincente per l'economia, vincente per fronteggiare i cambiamenti
climatici. Lo scenario di Energy [R]evolution stima, infatti, che i
costi addizionali per l'utilizzo del carbone nel mondo - da oggi
fino al 2030 - saranno pari a 15.900 miliardi di dollari, più di
quanto necessario per avviare una rivoluzione energetica
pulita.
Oliver Schäfer, direttore di EREC ha dichiarato che "il mercato
globale delle fonti rinnovabili può continuare a crescere a tassi
con due cifre fino al 2050, superando le dimensioni attuali del
mercato delle fonti fossili. Oggi il mercato delle rinnovabili vale
70 miliardi di dollari all'anno e raddoppia ogni tre anni"
Sono prive di fondamento le posizioni di alcuni governi europei,
come Italia e Polonia, secondo cui la crisi finanziaria
costringerebbe l'Europa a rivedere al ribasso il pacchetto "energia
e clima". La strategia presentata da Greenpeace dimostra come sia
fattibile supportare la crescita economica ed evitare allo stesso
tempo una crisi climatica catastrofica. Italia e Polonia vorrebbero
continuare a dare permessi gratuiti alle grandi compagnie
energetiche, come E.ON, Vattenfall, RWE in Germania, ed Enel in
Italia. In questo modo le aziende non saranno stimolate verso
soluzioni energetiche pulite e l'Europa sarà ancora più dipendente
dai combustibili fossili.
Greenpeace chiede che i permessi a emettere emissioni di CO2 -
all'interno del sistema europeo di scambio ETS - siano assegnati
attraverso il meccanismo di asta, in modo da utilizzare tali
risorse economiche per supportare il rapido sviluppo delle
rinnovabili e di programmi per l'efficienza energetica, in modo da
ridurre i costi energetici dei diversi Paesi europei. Greenpeace
chiede, inoltre, che l'Europa imponga un'immediata moratoria su
nuovi impianti a carbone e che i Governi europei fissino
l'obiettivo unilaterale per la riduzione delle emissioni europee al
2020, pari a un taglio del 30%.