Comunicato stampa - 30 luglio, 2007
Cominciano subito le operazioni della Rainbow Warrior in Italia a difesa del mare. A bordo della storica nave di Greenpeace, questa mattina alle ore 12, è stato firmato il primo protocollo d’intesa con il Comune di Portoferraio, per la salvaguardia dell’area protetta dello “Scoglietto”.
La nave ammiraglia della Rainbow Warrior.
Questo è il primo passo di un lungo processo che impegnerà il
Comune di Portoferraio, altre realtà del territorio e Greenpeace a
realizzare nel migliore dei modi tutti gli ormeggi necessari a
tutelare lo "Scoglietto" dalle ancore delle imbarcazioni. "Per più
di dieci anni si è discusso sulla realizzazione di questi ormeggi"
- dichiara Alessandro Giannì, responsabile della campagna Mare di
Greenpeace - "Finalmente, siamo passati dalle parole ai fatti.
Auspichiamo che il piccolo gesto che stiamo realizzando qui possa
essere utile a far capire l'urgenza della tutela del mare e la sua
importanza per gli abitanti e per l'economia dell'Elba".
Nel pomeriggio, gli attivisti di Greenpeace, con i sub locali,
inizieranno le operazioni preliminari di ricognizione e
documentazione nell'area dello "Scoglietto". Si prevede,
inizialmente, la messa in opera di due ormeggi fissati al fondale
con un sistema a basso impatto ambientale. Al progetto hanno
lavorato gratuitamente gli ingegneri Stefania Cane e Valerio
Lombardi, che hanno collaborato con l'Ufficio Tecnico del Comune di
Portoferraio, con il Circolo Sub "Teseo Tesei" e l'operatore
subacqueo Antonio Marino.
La Zona di Tutela Biologica dello Scoglietto presso l'isola
d'Elba è un ottimo esempio del successo delle riserve marine.
Proprio la ricchezza della sua fauna ittica ha portato, però, a una
notevole frequentazione di imbarcazioni le cui ancore possono
talvolta danneggiare il fondale (popolamenti delle rocce,
posidonia).
Le riserve marine sono uno strumento importante per la tutela
delle risorse e della biodiversità marina. Ovviamente da sole non
bastano: oltre i loro confini è indispensabile una gestione
corretta delle attività umane, sia in mare che a terra. "I dati
delle ricerche scientifiche sono chiari: dove le riserve marine
sono ben gestite aumentano sia la diversità biologica che le
popolazioni ittiche: fino a 70 volte!" - dichiara Alessandro
Giannì, responsabile della campagna Mare di Greenpeace - "Le
riserve marine devono essere vissute come occasione di sviluppo e
non come un vincolo. Comportarsi saggiamente oggi significherà
avere a disposizione un capitale, non solo ambientale, domani."
Greenpeace chiede che il 40 per cento dei mari del Pianeta sia
tutelato da riserve marine. Per questo ha presentato una proposta
per una rete globale di Riserve Marine nelle acque internazionali
degli oceani del Pianeta, e proposte specifiche regionali, inclusa
una proposta per 32 riserve marine che coprono il 40 per cento
delle acque internazionali del Mediterraneo.
Notes: Visita il blog dalla Rainbow Warrior:
www.greenpeace.it/weblog