La nave di Greenpeace Arctic Sunrise ha intercettato l'ennesima spadara italiana.
Le spadare sono vietate dalle Nazioni Unite e dall'Unione
europea per la
loro pericolosità ambientale: poche settimane fa due capodogli
sono
stati uccisi da queste reti assassine che uccidono anche delfini
e
tartarughe marine. Da vero pirata, Luna Rossa ha cercato di
coprire nome
e matricola per non essere identificato ed ha tagliato la rete
per
fuggire. Fortunatamente, si trattava di un pezzo di rete di
modesta
lunghezza che Greenpeace è stata in grado di recuperare.
Inoltre, alle 23:45 del 6 luglio, sul canale 16 d'emergenza
l'Arctic
Sunrise ha potuto ascoltare la richiesta di soccorso di
un'imbarcazione
che era intrappolata in una rete galleggiante in posizione 37°39
N,
011°03 E. In altre parole, come più volte denunciato da
Greenpeace, una
vera flottiglia di spadare pirata italiane infesta la zona.
"Abbiamo segnalato più volte le attività illegali di questi
pescherecci,
anche con riferimento al far west che vige nel porto di Bagnara
Calabra:
chi protegge questi delinquenti?" denuncia Alessandro
Gianni,
responsabile della campagna Mare di Greenpeace. "E' vero che
questo
peschereccio sta operando con una licenza temporanea,
graziosamente
concessa dopo che la licenza era stata ritirata per le
ripetute
violazioni?".
L'Arctic Sunrise è impegnata nella campagna di Greenpeace contro
la
pesca illegale e a favore della creazione di una rete di Riserve
Marine
che copra il 40% del Mediterraneo, lungo le coste e in altura.
Negli
scorsi mesi l'Arctic Sunrise si è confrontata con le
spadareitaliane
nello Ionio, con le tonnare volanti che pescano tonno rosso in
Turchia e
ha documentato le praterie di posidonia in Grecia e Libia.