Lo Stato finanzia la pesca illegale?

Comunicato stampa - 26 giugno, 2006
Nuova azione di Greenpeace contro le reti killer di delfini, balene e tartarughe marine. Stanotte, la Rainbow Warrior ha intercettato a 43 miglia (circa 80 chilometri) al largo di Capo Palinuro (Salerno) "Athena" e "Odissea", due pescherecci provenienti dal porto di Bagnara Calabra, che pescavano con reti illegali. Si tratta di spadare lunghe almeno 15 chilometri, secondo la stima effettuata con il radar di bordo. Entrambe le imbarcazioni avevano una copertura, molto diffusa tra i pescherecci "pirata", per impedire la visione della rete all'esterno.

Un pesce spada rimasto impigliato in una rete spadara.

L'"Athena", risulta aver ricevuto 28.682 euro grazie al piano di "riconversione" che avrebbe dovuto porre fine alla pesca illegale, mentre ha addirittura concesso, allo stesso peschereccio, una licenza di pesca aggiuntiva. "Com'è possibile che lo stato finisca per finanziare la pesca illegale che sta distruggendo il nostro mare? I controlli che si fanno non sono sufficienti. Bisogna consentire il sequestro delle reti nei porti e non riconsegnarle agli stessi pescatori!" afferma Alessandro Giannì responsabile della campagna mare, a bordo della Rainbow Warrior, in navigazione nel Tirreno.  Anche il "Biagio Anna", il peschereccio segnalato la scorsa settimana da Greenepace al largo di Ponza mentre pescava illegalmente, aveva preso circa diecimila euro per la riconversione.

Ci sono stati anche momenti di tensione. L'"Athena" si è avvicinata pericolosamente alla Rainbow Warrior che stava confiscando un pezzo della rete illegale. I pescatori hanno lanciato oggetti contro gli attivisti ma per fortuna nessuno è stato ferito. Mentre iniziava la confisca della rete dell'"Odissea" (non segnalata da luci, in violazione del codice della navigazione), il peschereccio si è affiancato minaccioso alla Rainbow Warrior. "Abbiamo provato a chiamare, senza riscontro, con il telefono satellitare, le Capitanerie di Porto di Marina di Camerota, Salerno e Napoli" conclude Giannì. "Continueremo a cercare di contattare le Autorità  perché intervengano per bloccare questi pirati. Evidentemente le pur importanti operazioni di Guardia di Finanza e Guardia Costiera di questi giorni non sono sufficienti a fermare la pesca illegale". 

Categorie