Comunicato stampa - 28 febbraio, 2006
Greenpeace ha lanciato oggi un'importante iniziativa per proteggere le ultime foreste primarie pluviali del Sudest asiatico. Nel mezzo di queste antiche foreste, chiamate anche "Foreste del Paradiso", dove di recente sono state scoperte decine di nuove specie, Greenpeace ha stabilito una "stazione di protezione delle foreste". L'iniziativa è stata annunciata con l'arrivo a Port Moresby della nave ammiraglia di Greenpeace, la Rainbow Warrior, che ha ricevuto un benvenuto tradizionale da parte dei gruppi tribali e dei proprietari terrieri.
L'arrivo della nave di Greenpeace, la Rainbow Warrior, in Papua Nuova Guinea.
"La tribù Kuni ha invitato Greenpeace a stabilire una "stazione
di protezione delle foreste" sulla sua terra. Sarà la base da cui
gli attivisti partiranno per delimitare i confini dei territori
tradizionali delle tribù Papua, per salvarli dall'industria del
legno" afferma Sergio Baffoni, responsabile foreste di Greenpeace.
"E' l'occasione per mostrare al mondo le iniziative di taglio
sostenibile". Volontari di Greenpeace da tutto il mondo vivranno e
lavoreranno insieme ai proprietari delle terre e faranno base alla
"stazione di protezione delle foreste" situata presso il Lago
Murray, nella Provincia Occidentale. Aiuteranno tre tribù a far
valere i loro diritti sui circa 300.000 ettari di terra che
appartengono a loro da sempre attraverso l'identificazione e la
mappatura dei confini. Questo li aiuterà a proteggere le foreste
dallo sfruttamento intensivo e illegale.
Il capotribù dei Kuni, Sep Galeva, ha dichiarato: "Vogliamo far
sentire la nostra opposizione alle industrie del legname che
vengono e distruggono tutto. Vogliamo che i tagli alle foreste
siano su piccola scala e vengano fatti dai proprietari terrieri in
modo sostenibile". Le Foreste del Paradiso della Papua Nuova Guinea
sono quelle che vengono sfruttate alla maggiore velocità al mondo.
Meno dell'un per cento di esse sono protette, e ogni anno, solo in
Papua Nuova Guinea, più di 250.000 ettari vengono distrutti dalle
multinazionali del legno. Globalmente, un'area di foresta primaria
della dimensione di un campo di calcio è distrutta ogni due secondi
per far spazio a coltivazioni di soia destinate al foraggio o per
farne carta per usi domestici, listoni per parquet o
compensato.
Una spedizione scientifica nelle montagne di Foja in Papua, nel
dicembre 2005, ha scoperto un mondo perduto ed incontaminato nel
cuore delle Foreste del Paradiso. Un'area che non ha mai visto la
presenza dell'uomo, ricca di animali sconosciuti. Nel corso della
spedizione sono state scoperte 20 specie di rane, quattro di
farfalle, un mammifero, oltre a nuove specie di palma ed a molte
altre piante ancora non classificate, tra cui il rododendro con il
fiore più grande al mondo.
"Questa nuova iniziativa fa parte dello sforzo che stiamo
facendo a livello globale per proteggere le più antiche foreste
presenti sulla Terra. Finché azioni come questa non verranno
intraprese ovunque nel mondo, milioni di specie di piante e animali
si estingueranno, la periodicità delle precipitazioni sarà alterata
e il clima globale cambierà ancora più rapidamente di quanto già
non succeda" commenta Baffoni.