Comunicato stampa - 22 ottobre, 2007
Greenpeace chiede che i governi chiudano a tempo indeterminato la pesca del tonno rosso nel Mediterraneo in risposta alla prova schiacciante dell’esaurimento delle risorse ittiche per l’eccessiva pesca illegale e del totale fallimento del piano di conservazione del tonno rosso.
L’associazione spinge affinché a novembre, l’ICCAT (commissione internazionale per la conservazione dei tonni atlantici) prenda finalmente la decisione di chiudere la pesca.
Greenpeace propone l'istituzione di un network internazionale di riserve marine, per tutelare la biodiversità degli ecosistemi del mare e mitigare gli impatti del cambiamento climatico.
L'Unione europea dichiara che quest'anno sono state pescate
oltre 20 mila tonnellate di tonno, il 20 per cento sopra la quota
stabilita.
In questi due anni, le navi di Greenpeace: l'Esperanza e la
Rainbow Warrior hanno documentato le pratiche illegali di pesca
diffuse nel Mediterraneo.
Le procedure di infrazione aperte dalla Commissione europea il
26 settembre 2007, contro sette membri dell'UE che non rispettato
il piano previsto dall'ICCAT (Francia, Italia, Cipro, Grecia,
Malta, Portogallo e Spagna), dimostrano che il programma e' un
assoluto fallimento.
Greenpeace denuncia il fatto che la pesca tonno nel Mediterraneo
e' completamente fuori controllo, con uno dei tassi di illegalita'
fra i piu' alti al mondo.
Per questo l'associazione ambientalista ha accolto con favore la
proposta della Turchia di includere la pesca del tonno fra gli
argomenti all'ordine del giorno della riunione dell'ICCAT il mese
prossimo.Anche gli Usa hanno chiesto all'ICCAT di fermare la pesca
del tonno.
"I paesi dell'ICCAT non stanno controllando l'industria della
pesca che sta svuotando il Mediterraneo. - spiega Alessandro
Gianni', responsabile della campagna Mare per Greenpeace-
Bisogna fermare la pesca finche' non avremo un piano di gestione
e strumenti corretti per salvare il tonno".
In base al principio di precauzione, Greenpeace chiede ai paesi
dell'ICCAT di chiudere la pesca del tonno rosso fino a che ciascuna
amministrazione nazionale non si sara' dotata di strumenti
necessari a far rispettare norme rigorose per la conservazione
dello stock del tonno. E' necessario quindi istituire riserve
marine nelle zone in cui il tonno si riproduce, seguire le
direttive degli scienziati dell'ICCAT nella definizione delle quote
di pesca, impedire che il tonno venga pescato prima che raggiunga
la taglia di riproduzione, sconfiggere la pesca illegale.
Greenpeace porta avanti una campagna per la creazione di una
rete globale di riserve marine che copra il 40 per cento degli
oceani del mondo e del Mediterraneo per proteggere la biodiversita'
marina e ristabilire la salute degli stock ittici.