Enel e nucleare: il caso Belene

Pubblicazione - 15 novembre, 2007
La centrale nucleare di Belene in Bulgaria è uno degli impianti più pericolosi d'Europa, poiché è situato in una zona ad elevato rischio sismico, dove già nel 1977 un forte terremoto, a soli 14 metri da Belene, provocò la morte di circa 120 persone. La costruzione della centrale fu avviata nel 1985 e negli anni '90 dal Governo Bulgaro, che ritenne il progetto "tecnicamente insicuro ed economicamente non realizzabile". Nel 2004 la Bulgaria ha deciso di terminare la costruzione dei reattori nucleari di Belene. E l'Enel ha presentato un'offerta alla compagnia elettrica nazionale bulgara (NEK) per partecipare al progetto in qualità di investitore strategico.

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Executive summary: L'Enel non sembra avere dubbi sull'opportunità dell'investimento, a differenza di 12 gruppi bancari internazionali, che dopo aver verificato la pericolosità dello stabilimento e gli alti costi finanziari connessi, si sono rifiutati di finanziarlo.

Oltre al pericolo relativo alla sismicità dell'area, vi sono altri buoni motivi per opporsi a tale progetto: i reattori dell'impianto di Belene appartengono a una tecnologia oramai vecchia di 30 anni, di cui non esiste alcuna garanzia di sicurezza, in Bulgaria non esistono siti per lo stoccaggio delle scorie nucleari, non è stata ancora conclusa la Valutazione d'Impatto Ambientale e vi sono gravi rischi finanziari legati ad una proroga dei tempi stabiliti per i lavori.

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