Composti organici tossici, persistenti e bioaccumulabili nella laguna di Venezia: stato delle conoscenze

Pubblicazione - 1 gennaio, 2001
Il problema del degrado della laguna veneta e della sopravvivenza stessa di Venezia è un argomento sempre attuale nel dibattito scientifico e politico. Dopo quasi mezzo secolo di attività industriali ad alto impatto ambientale, la laguna è diventata un ambiente fortemente contaminato in tutte le sue componenti. Con questo rapporto Greenpeace fa il punto della situazione sugli studi e sulle ricerche condotte ed affronta la questione delle responsabilità, ovvero delle fonti di immissione dei composti inquinanti.

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Executive summary:

Recenti ricerche condotte dall'Istituto Mario Negri di Milano e dall'Istituto Superiore di Sanità hanno aggiornato le conoscenze circa il livello di contaminazione dei sedimenti lagunari da composti tossici e persistenti come diossine e composti similari, [ idrocarburi policiclici aromatici, DDT ed altri composti organici clorurati ].

I risultati di queste ricerche hanno dimostrato che la contaminazione è molto estesa ed interessa anche il centro storico di Venezia. Le analisi eseguite da Greenpeace, inoltre, dimostrano come le attività del petrolchimico siano responsabili di una forte contaminazione da diossine.

Il generale degrado ambientale ha portato inoltre alla contaminazione degli organismi viventi lagunari, ad un impoverimento delle specie presenti con un incremento di quelle che invece si adattano ad ambienti particolarmente inquinati. Questo è un dato molto preoccupante perché le risorse ittiche lagunari sono utilizzate per l'alimentazione umana e mancano le analisi necessarie ad una corretta valutazione del loro grado di tossicità.

Gli unici dati disponibili circa il possibile effetto delle attività industriali e la salute della popolazione che vive nelle aree limitrofe riguardano l'incidenza dei tumori polmonari in relazione alla presenza di inquinanti industriali.

Nonostante le cospicue somme di denaro spese per far fronte alle emergenze e tentare un ripristino di condizioni ambientali e sanitarie tali da garantire la sopravvivenza del patrimonio ambientale ed artistico di Venezia e della laguna, niente di concreto è stato fatto per eliminare le fonti di immissione di inquinanti altamente tossici e persistenti.

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