Pericoli ambientali delle colture Bt resistenti agli insetti

Pubblicazione - 9 dicembre, 2004
Questo breve rapporto fa il punto della situazione sui pericoli ambientali legati alle colture Bt resistenti agli insetti. Le piante utilizzate in queste colture contengono, di solito, una versione sintetica della tossina Bt che, presente in natura, è impiegata da anni e con successo nell'agricoltura biologica e sostenibile. Il problema è che la variante sintetica di questa tossina, rispetto a quella naturale, è molto meno selettiva ed è quindi tossica non solo per gli insetti target, ma anche per molte altre specie di insetti.

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Executive summary: Dei 68 milioni di ettari di coltivati con piante geneticamente modificate a livello mondiale nel 2003, il 18% era costituito da varietà sviluppate per essere resistenti agli insetti. La maggior parte delle varietà di questo tipo vengono create inserendo una versione sintetica di un gene esistente in natura nel batterio del suolo, Bacillus Thuringiensis [ Bt ], affinché le piante producano autonomamente le tossine Bt per eliminare gli insetti nocivi.

Nella sua forma naturale, il Bt è stato utilizzato fin dagli anni '50, nell'agricoltura biologica e sostenibile per eliminare insetti nocivi, senza danneggiare insetti non-target o altre forme di vita. Le tossine Bt prodotte da colture resistenti agli insetti [ fra le quali il mais OGM della Monsanto ], hanno invece dimostrato di essere molto nocive per altri utili insetti predatori. L'impatto del polline del mais Bt sulle larve della farfalla monarca [ Danaus plexippus ] in nord America rappresenta l'esempio più conosciuto di tale fenomeno.

Mentre lo spargimento del Bt naturale provoca conseguenze minime sugli organismi non-target perché la “pro-tossina” del batterio è allo stato inattivo e diventa tossica solo quando viene elaborata nell'intestino di alcune particolari specie di larve di insetti [ le specie target ], il gene Bt artificiale presente nel mais OGM agisce in modo molto meno selettivo e si attiva più facilmente. Da notare, inoltre, che le piante-Bt geneticamente modificate possono rivelarsi nocive per organismi non-target non solo in caso di ingestione diretta della tossina direttamente dal polline o dalle piante, sia, indirettamente cibandosi di insetti nocivi che hanno ingerito la tossina.

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