Enel e nucleare: il caso Mochovce

Pubblicazione - 15 novembre, 2007
L'Enel intende spendere circa 1,9 miliardi di euro per il completamento della centrale di "Mochovce 3&4", uno degli impianti più antiquati d'Europa in quanto privo del guscio di contenimento necessario a proteggere i reattori da accidenti esterni e ad evitare il rilascio di radioattività nell'ambiente. Il Governo Italiano è azionista di maggioranza dell'Enel, ma non sembra intenzionato ad ostacolare gli investimenti dell'azienda nell'impianto slovacco.

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Executive summary: Il progetto è sostenuto dal Governo slovacco che ha messo a disposizione agevolazioni e supporto finanziario; comportamento che è contrario alle attuali normative europee che vietano gli "aiuti di Stato". Qualora la Commissione Europea autorizzasse l'attivazione dell'impianto, nel 2012 (data indicata per la fine dei lavori) entrerebbe in funzione a Mochovce uno stabilimento già vecchio di 40, pericoloso per l'Europa centrale e l'Italia.

Greenpeace chiede al Governo italiano, in qualità di azionista di maggioranza dell'Enel, di far recedere l'azienda da qualsiasi investimento nell'energia nucleare all'estero, e all'Enel di rivolgere i propri investimenti verso fonti rinnovabili. Ad oggi l'Enel pubblicizza i propri investimenti nelle fonti energetiche pulite, tuttavia il gruppo non ha ancora fatto nulla di concreto in tale direzione.

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